(AGENPARL) - Roma, 10 Luglio 2026 - "A cinquant'anni dal disastro di Seveso, la memoria deve trasformarsi in
responsabilità.
In Italia il principio "chi inquina paga e bonifica" non viene applicato
perché si privatizzano i profitti e si socializzano l'inquinamento e le
perdite.
Quella tragedia ha cambiato la storia della tutela ambientale e della
sicurezza industriale in Europa, dimostrando che prevenzione e controlli
non sono un costo, ma un diritto fondamentale.
Le parole pronunciate oggi dal Presidente della Repubblica, Sergio
Mattarella, richiamano tutti a una responsabilità ancora attuale. Ha
ricordato l'"intollerabile irresponsabilità" dei vertici aziendali, le
reticenze e gli occultamenti che ritardarono la consapevolezza della
gravità dell'incidente: una lezione che non possiamo dimenticare.
Dalla tragedia di Seveso è nata la Direttiva europea che porta il suo nome,
un pilastro della sicurezza industriale. Oggi, di fronte alla crisi
climatica e ai rischi ambientali, è indispensabile rafforzare prevenzione,
controlli, bonifiche e trasparenza.
Al 2025 ammontano a 992 gli anni totali di ritardo complessivo accumulato
dal Paese per la mancata bonifica dei 42 Siti di interesse nazionale
altamente inquinanti. Parliamo di aree, con 148 mila ettari a terra e 78
mila ettari a mare, che risultano ancora gravemente inquinate.
Ricordare Seveso significa difendere la salute, l'ambiente e il diritto dei
cittadini a non pagare mai più il prezzo dell'irresponsabilità e
dell'occultamento."
