(AGENPARL) - Roma, 7 Luglio 2026 - Nel 2024 l’Unione Europea ha registrato un aumento significativo dell’uso di fertilizzanti minerali, raggiungendo 9,8 milioni di tonnellate di prodotti a base di azoto e fosforo, pari a un incremento del 6% rispetto al 2023. Questo dato, pubblicato da Eurostat, ha rappresentato un segnale importante: dopo anni di calo o stabilità, la domanda di nutrienti chimici è tornata a crescere, trainata dall’aumento dei prezzi agricoli, dalla necessità di sostenere le rese e dalla pressione produttiva in diversi Stati membri. L’azoto ha raggiunto 8,9 milioni di tonnellate, mentre il fosforo è salito a 0,9 milioni, con aumenti rispettivamente del 5,8% e del 7,7%. Francia, Germania e Spagna sono rimaste i principali utilizzatori di azoto, mentre Spagna, Francia, Italia, Romania e Germania hanno guidato l’uso di fosforo, rappresentando oltre metà del totale europeo.
Passando al 2025, i dati completi non sono ancora stati pubblicati in forma di comunicato ufficiale, ma le serie statistiche disponibili nei database agroambientali della Commissione mostrano che il consumo di fertilizzanti minerali non è diminuito. Al contrario, si osserva una stabilizzazione su livelli elevati, con un uso di azoto sostanzialmente allineato al 2024 e un fosforo che, dopo l’impennata dell’anno precedente, tende a stabilizzarsi. Le prime analisi contenute nel documento “Key Figures on the European Food Chain 2025” confermano che l’uso di fertilizzanti rimane uno dei principali fattori di pressione ambientale dell’agricoltura europea, soprattutto nelle regioni caratterizzate da agricoltura intensiva. La Direttiva Nitrati continua a segnalare criticità diffuse, con aree vulnerabili che non mostrano miglioramenti significativi nella qualità delle acque. In altre parole, il 2025 non segna un’inversione di tendenza, ma un consolidamento del livello elevato raggiunto nel 2024.
Arrivando al luglio 2026, la Commissione Europea e l’Agenzia Europea dell’Ambiente confermano che l’uso di fertilizzanti minerali resta una delle principali sfide ambientali del settore agricolo. Le politiche del Green Deal e della strategia Farm to Fork puntano a ridurre del 20% l’uso di nutrienti chimici, ma la traiettoria reale dell’UE non è ancora coerente con questo obiettivo. Le analisi pubblicate nel 2026 evidenziano che la pressione dei fertilizzanti continua a contribuire all’eutrofizzazione delle acque, alla perdita di biodiversità e all’inquinamento dei suoli, mentre l’adozione di tecniche alternative – agricoltura di precisione, fertilizzanti organici, rotazioni avanzate – procede più lentamente del previsto. Alcuni Stati membri hanno chiesto una revisione delle scadenze della Direttiva Nitrati, segnalando difficoltà operative e costi elevati per gli agricoltori. Nel complesso, il 2026 conferma una situazione ancora critica, con consumi che non mostrano una riduzione significativa rispetto al 2025 e con impatti ambientali persistenti, soprattutto nelle regioni a forte intensità agricola.
Il confronto tra 2025 e 2026 mostra quindi una dinamica chiara: dopo l’aumento del 2024, il 2025 ha mantenuto livelli elevati di consumo, mentre il 2026 evidenzia che l’UE non ha ancora imboccato una traiettoria di riduzione stabile. La pressione dei fertilizzanti rimane un nodo centrale per la sostenibilità agricola europea, con implicazioni dirette per la qualità delle acque, la biodiversità e gli obiettivi climatici.
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