(AGENPARL) - Roma, 8 Luglio 2026 - "È motivo di grande preoccupazione la notizia del primo attacco ransomware condotto autonomamente da un agente di intelligenza artificiale. Se la minaccia evolve con questa velocità, il nostro Paese non può permettersi di continuare a rincorrere le emergenze. Il governo batta un colpo serve un piano e una strategia nazionale". Lo dichiara Matteo Mauri, deputato del Partito Democratico e responsabile nazionale Sicurezza.
"Le parole della vicedirettrice dell'Agenzia per la cybersicurezza nazionale confermano che il ransomware non è soltanto una questione tecnica, ma un tema di sicurezza nazionale. Proprio per questo è incomprensibile che il Governo continui a limitarsi a convegni e dichiarazioni d'intenti senza tradurre questa consapevolezza in iniziative legislative concrete".
"Da tempo abbiamo depositato una proposta di legge contro il ransomware che introduce strumenti essenziali: il divieto di pagamento dei riscatti per i soggetti del perimetro di sicurezza nazionale cibernetica, un piano nazionale di prevenzione e risposta e misure di sostegno per imprese e pubbliche amministrazioni colpite. Una proposta che colma un vuoto normativo e punta a disincentivare il mercato dei ransomware, rendendo più difficile l'azione dei cybercriminali".
"Il Governo ha scelto finora di ignorarla. È molto bravo a organizzare convegni e a sottolineare la gravità della minaccia, ma molto meno a mettere in campo gli strumenti necessari per affrontarla. L'allarme lanciato oggi dall'Acn dovrebbe spingere l'esecutivo a cambiare atteggiamento: non c'è più tempo da perdere, serve approvare al più presto una legge che renda l'Italia più sicura e più resiliente di fronte a minacce sempre più sofisticate", conclude Mauri.
Roma, 8 luglio 2026