(AGENPARL) - Roma, 8 Luglio 2026 - "Milano-Cortina doveva essere la grande vetrina dell'efficienza, delle Olimpiadi a costo zero, della modernità lombarda. Oggi invece appare sempre più come il simbolo di un sistema opaco, costoso e fallimentare, in cui le opere slittano, i conti non tornano e alla fine il conto viene scaricato sui cittadini.
Da una parte leggiamo di opere olimpiche ancora incompiute, alcune addirittura con fine lavori ipotizzata nel 2033, anni dopo la conclusione dei Giochi. Dall'altra Regione Lombardia proroga la restituzione di un prestito da 5 milioni alla Fondazione Milano-Cortina: una Fondazione che questo Governo, con una evidente forzatura legislativa, ha voluto qualificare come soggetto privato e non pubblico.
Quindi Regione Lombardia presta gratuitamente soldi pubblici a un soggetto privato, a interessi zero, e poi non sembra avere alcuna fretta di vederli rientrare nelle proprie casse. Se un cittadino, una famiglia o una piccola impresa chiedessero un trattamento del genere, senza interessi, senza garanzie stringenti e con proroga incorporata, verrebbero probabilmente accompagnati alla porta. Qui invece tutto diventa normale, purché si tratti del grande circuito olimpico.
Ma il punto politico è ancora più grave. Attorno a Milano-Cortina e al cosiddetto modello Milano si sta consolidando un intreccio inaccettabile tra politica, grandi interessi economici, controllori e controllati. Un sistema nel quale i conflitti di interesse sembrano non scandalizzare più nessuno, nel quale chi dovrebbe vigilare spesso siede negli stessi luoghi in cui si decidono soldi, appalti, partecipate e debiti. Questo non è governo del territorio: è occupazione del potere.
Chi ha raccontato ai lombardi e agli italiani la favola delle Olimpiadi a costo zero oggi deve spiegare perché i soldi pubblici continuano a servire, perché le opere non sono pronte, perché i tempi esplodono e perché nessuno si assume mai una responsabilità politica.
Il Movimento 5 Stelle continuerà a chiedere trasparenza, accesso agli atti e pieno controllo sull'utilizzo delle risorse pubbliche. Perché qui non siamo davanti a qualche ritardo fisiologico: siamo davanti al fallimento di un modello fondato sulla propaganda, sugli affari e sull'idea che, tanto, alla fine pagano sempre i cittadini".
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