(AGENPARL) - Roma, 7 Luglio 2026 - La modifica dello Statuto del più grande ente strumentale della Regione è un mero adeguamento formale.
Questa volta non c'è stato nessuno degli effetti speciali identitari, a cui ci ha abituati in questi anni l'esponente di Fratelli d'Italia.
Eppure APL avrebbe bisogno di interventi profondi, che vadano ben oltre l'introduzione statutaria di un Vicario del Direttore, normabile con regolamento o contrattazione decentrata senza scomodare lo Statuto.
Più volte l'Assessore Marrone ha annunciato la riorganizzazione del bacino territoriale dei Centri per l'impiego affinché coincidano con gli Ambiti Territoriali Sociali e con i distretti sanitari delle Asl, ma non si vede ombra di questa riforma.
In generale, sta emergendo una visione appiattita sulle prese in carico quantitative a discapito della qualità del servizio e un accentramento decisionale sulla Giunta regionale, senza il dovuto confronto con il Consiglio regionale e con la CRC (Commissione regionale di concertazione), che ad esempio non è stata interpellata sulla modifica dello Statuto di APL.
Manca insomma un intervento politico, che garantisca un armonioso passaggio al post PNRR e un riconoscimento del ruolo del più grande attore piemontese operante nelle politiche attive del lavoro.
Il rilancio di APL, annunciato da Elena Chiorino a luglio 2025 si è perso nell'etere.
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