(AGENPARL) - Roma, 6 Luglio 2026 - Il nuovo, irriverente attacco di Donald Trump contro la premier Giorgia Meloni — affidato a un meme su Truth Social che invoca un “ordine restrittivo” — non è solo l’ennesimo episodio di scontro mediatico, ma la plastica rappresentazione di un rapporto USA-Italia sempre più sbilanciato. Questa dinamica, che ha vissuto un’escalation critica dai giorni del G7 di Evian, mette a nudo la fragilità di una “special relationship” che, dal punto di vista della Casa Bianca, sembra essersi trasformata in una dialettica unilaterale, dove il peso geopolitico di Roma viene costantemente ridimensionato dal personalismo del tycoon.
L’uso dei social come arma di pressione diplomatica conferma come la proiezione americana non cerchi più mediazione nelle relazioni bilaterali, ma prediliga una comunicazione assertiva che svilisce la statura istituzionale degli alleati. Per l’Italia, la sfida si fa ora più complessa: continuare a rivendicare una centralità atlantica in un contesto in cui il principale partner d’oltreoceano sembra considerare la collaborazione non come un impegno paritario, ma come una subalternità da ostentare.
