(AGENPARL) - Roma, 4 Luglio 2026 - La diplomazia tra Teheran e Washington cerca una nuova via in Pakistan. L’appuntamento dell’11 luglio segna un passaggio cruciale per il futuro dell’accordo siglato lo scorso 14 giugno, che prevedeva un percorso negoziale di 60 giorni su tre pilastri fondamentali: la revoca delle sanzioni, lo sblocco dei beni congelati e la gestione del dossier nucleare.
L’attesa per l’incontro in Pakistan è strettamente legata ai tempi della politica interna iraniana. La composizione della delegazione di Teheran, infatti, sarà definita solo una volta concluse le cerimonie funebri dell’Ayatollah Ali Khamenei, scomparso lo scorso 28 febbraio in seguito agli attacchi USA-Israele. Il termine del lutto nazionale, fissato per il 9 luglio, apre di fatto la strada alla definizione delle rappresentanze che siederanno al tavolo dei negoziati.
Il vertice arriva in un clima di estrema cautela, segnato dalle difficoltà incontrate nelle precedenti sessioni. Il tentativo di dialogo avviato in Svizzera il 21 giugno si era arenato a causa di profonde divergenze: dagli attacchi di Israele in Libano al mancato rilascio dei capitali iraniani, fino alla complessa amministrazione dello Stretto di Hormuz. Nonostante i feroci scontri militari che hanno colpito proprio l’area dello Stretto, la volontà di proseguire il confronto non è venuta meno: lo scorso 1° luglio, le delegazioni hanno mantenuto aperto il canale diplomatico attraverso incontri separati mediati dal Qatar a Doha, segnale che, nonostante le tensioni sul campo, la trattativa resta l’unica via esplorata per tentare di ricucire lo strappo.
