(AGENPARL) - Roma, 3 Luglio 2026 - NEW YORK – Altissima tensione al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. L’ambasciatore iraniano presso l’ONU, Amir Saeid Iravani, ha respinto con fermezza la sessione di emergenza convocata su richiesta del Bahrein, definendola un atto provocatorio che rischia di compromettere i fragili sforzi diplomatici in corso con Washington.
Il rappresentante permanente di Teheran ha esortato l’organo a non minare i colloqui tecnici incentrati sull’attuazione del protocollo d’intesa (MoU) di Islamabad, firmato lo scorso 17 giugno 2026. “In un momento in cui la diplomazia – facilitata dai partner pakistani e qatarioti – è focalizzata sull’attuazione del protocollo, il Consiglio dovrebbe astenersi dal convocare riunioni che rischiano di far saltare questi sforzi”, ha dichiarato Iravani.
L’avvertimento ai paesi del Golfo Il fulcro dello scontro diplomatico riguarda le accuse del Bahrein, che ha denunciato centinaia di attacchi alle proprie infrastrutture civili a partire da febbraio. Iravani ha respinto categoricamente le accuse, spostando l’attenzione sulle cause della crisi: l’aggressione militare statunitense e israeliana.
L’ambasciatore iraniano ha lanciato un avvertimento netto ai paesi del Golfo: “La presenza di basi e forze americane nei vostri paesi non solo non porta sicurezza, ma vi rende obiettivi vulnerabili”. Citando la risoluzione 3314 dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, Iravani ha ribadito che gli Stati che permettono l’uso del proprio territorio per atti di aggressione contro terzi si assumono una responsabilità internazionale “chiara e innegabile”.
Il nodo dello Stretto di Hormuz Sul tavolo resta la questione della navigazione nello Stretto di Hormuz. Iravani ha riaffermato che la gestione del passaggio marittimo, inclusa la rimozione di mine, è responsabilità esclusiva dell’Iran, ma ha condizionato la piena collaborazione alla fedeltà degli Stati Uniti verso gli obblighi del MoU. “Non potete reinterpretare il contenuto o interferire con la sua attuazione”, ha tuonato l’ambasciatore, ricordando che la priorità resta un accordo globale.
Il contesto interno In chiusura, Iravani ha risposto alle accuse statunitensi di tenere in ostaggio l’economia mondiale, ricordando la ferma opposizione di gran parte dell’opinione pubblica americana verso le politiche di guerra dell’attuale amministrazione. Il rappresentante iraniano ha inoltre chiosato con un riferimento alla tenuta interna del Paese, preannunciando che la realtà del rapporto tra nazione e Stato sarà evidente durante il funerale del Leader Supremo, che si terrà proprio oggi.”
