(AGENPARL) - Roma, 30 Giugno 2026 - "Discutere di Patto di Stabilità non vuol dire occuparsi di numeri e procedure tecniche: vuol dire occuparsi di politica, di scelte che riguardano la vita di famiglie, studenti, lavoratori e imprenditori. Dopo quasi quattro anni di legislatura, mentre la maggioranza è sempre più divisa, le opposizioni hanno presentato un testo condiviso sui temi europei: tracciamo noi la strada che questo governo non riesce più a definire". Lo ha detto in Aula alla Camera il deputato Piero De Luca, capogruppo in commissione Affari europei alla Camera, annunciando il voto favorevole alla mozione unitaria delle opposizioni sulla mozione relativa alla revisione integrale del Patto di Stabilità.
"Pochi giorni fa – ha aggiunto l'esponente dem – vi siete divisi anche sulla Costituzione: eravamo tutti in Aula per l'80° anniversario della Costituente, il vicepremier Salvini ha scelto di disertare. Non è una leggerezza, è grave inadeguatezza istituzionale. 'Un'Europa che fa meno e meglio', dice la premier. Ma un'Europa che fa meno è un'Europa che fa peggio: non riesce a difendere i nostri interessi né a fare argine alle derive guerrafondaie. L'ambiguità di Meloni sull'impegno europeista è un tradimento degli interessi nazionali. Sull'Ucraina chiediamo un sì chiaro all'avvio del percorso di adesione europea, no al gas russo, no a un arretramento sulle sanzioni. Sul Medio Oriente, quasi mille vittime a Gaza dalla tregua sono una strage quotidiana: l'ambiguità non è neutralità, è complicità. Togliete il veto sulla sospensione dell'accordo UE-Israele e riconoscete lo Stato di Palestina, come hanno già fatto 150 Paesi".
"Basta con la retorica dell'Europa colpevole di tutto. Se l'Italia – ha concluso De Luca – cresce un terzo della media europea, se 6 milioni di italiani rinunciano alle cure, la responsabilità è della Troika Meloni-Tajani-Salvini, non di Bruxelles. Il Patto di Stabilità lo avete negoziato e firmato voi: ne chiediamo una revisione integrale. E poniamo una linea rossa sui fondi di coesione: no a un prelievo forzoso per le emergenze energetiche, non sono un bancomat. Sull'energia, la flessibilità concessa dalla Commissione per le rinnovabili è l'esatto opposto di quanto fatto finora da questo governo per ragioni ideologiche. Bene se avete cambiato idea: ora chiediamo eurobond, una vera difesa comune europea, un tetto al prezzo del gas, una tassazione degli extraprofitti energetici. La premier dovrebbe essere protagonista del rafforzamento delle politiche europee, invece si aggira come una turista. Voi non siete all'altezza di questo compito: ci penseremo noi quando torneremo alla guida del Paese".
Roma, 30 giugno 2026