(AGENPARL) - Roma, 30 Giugno 2026 - L’Unione europea ha adottato il Regolamento 2026/1388, un provvedimento che segna un cambio di paradigma nella gestione delle nuove tecniche genomiche applicate alle piante. Dopo anni di incertezza normativa e un quadro regolatorio rimasto ancorato alla direttiva del 2001 sugli organismi geneticamente modificati, Bruxelles introduce finalmente una disciplina autonoma per l’editing genomico, riconoscendo che le tecnologie attuali consentono interventi sul DNA più precisi, più controllati e spesso indistinguibili da quelli che potrebbero verificarsi spontaneamente in natura o attraverso incroci tradizionali. Il regolamento nasce anche per superare gli effetti della sentenza della Corte di giustizia del 2018, che aveva equiparato tutte le nuove tecniche genomiche agli OGM, bloccando di fatto la ricerca europea e creando un vuoto normativo che rischiava di penalizzare la competitività delle filiere agricole dell’Unione.
Il nuovo testo distingue chiaramente due categorie di piante ottenute con NTG. La prima comprende quelle che, pur modificate con tecniche come la mutagenesi mirata o la cisgenesi, risultano equivalenti alle varietà convenzionali. Per queste piante non si applica la normativa OGM: possono essere coltivate e commercializzate come qualsiasi altra varietà, previa verifica scientifica e registrazione in un database pubblico. La seconda categoria riguarda invece le piante con modifiche più complesse, che continuano a essere trattate come OGM e richiedono autorizzazione, valutazione del rischio, monitoraggio e etichettatura. La distinzione tra le due categorie è fondata su criteri scientifici precisi, che riguardano il numero e la natura delle modifiche apportate, la loro dimensione, il rispetto della struttura genetica della specie e l’assenza di tratti che non potrebbero emergere con metodi convenzionali, come la tolleranza agli erbicidi o la produzione di sostanze insetticide.
Il regolamento affronta anche il tema della trasparenza e della tracciabilità, prevedendo un registro pubblico delle varietà NTG, informazioni sulle tecniche utilizzate e sugli eventuali brevetti. Ampio spazio è dedicato alla proprietà intellettuale, con l’obiettivo di evitare che l’uso dei brevetti ostacoli la ricerca, la selezione varietale e l’accesso degli agricoltori alle innovazioni. Il testo chiarisce inoltre che le NTG non sono ammesse nell’agricoltura biologica, salvo presenza accidentale, e invita gli Stati membri a predisporre misure di coesistenza per proteggere le filiere sensibili.
Con questo regolamento l’Unione europea punta a favorire lo sviluppo di piante più resistenti alla siccità, alle malattie e agli stress climatici, riducendo l’uso di fitofarmaci e rafforzando la competitività delle filiere agricole europee. La Commissione monitorerà gli effetti ambientali, economici e sociali della nuova normativa, con un primo rapporto previsto entro pochi anni. Il provvedimento rappresenta una svolta strategica: l’Europa apre alla biotecnologia sostenibile, cercando un equilibrio tra innovazione, sicurezza e tutela dei consumatori, e offrendo alle imprese agricole e alla ricerca pubblica e privata un quadro chiaro per sviluppare le varietà del futuro.
Link al documento ufficiale: https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/2026/1388/oj