(AGENPARL) - Roma, 30 Giugno 2026 - Un Pil cresciuto in Sicilia dello 0,6 per cento nel 2025 e con prospettive stabili di incremento tendenziale nel 2026 e nel 2027, in cui è previsto l'aumento di mezzo punto percentuale annuo. È questo lo scenario delineato dal Defr, il Documento di economia e finanza regionale, approvato oggi dal governo Schifani, che certifica r isultati incoraggianti per l'Isola, maturati pur in un contesto internazionale fortemente incerto a causa delle tensioni geopolitiche.
«Abbiamo approvato un Defr – ha detto il presidente Schifani – che guarda alle dinamiche dell'economia siciliana con il realismo dei dati e con fiducia e ottimismo per il futuro. Una visione che pone le basi sul lavoro fatto in questi anni per risanare i conti pubblici e per creare le condizioni di uno sviluppo stabile, con il sostegno alla capacità produttiva delle nostre imprese e dei livelli di occupazione. Bisogna andare avanti su questa strada per consolidare un trend che ci vede tra le Regioni con le performance migliori e per rafforzare crescita e capacità attrattiva della Sicilia, di nuovo centrale, non soltanto in senso geografico, nel bacino del Mediterraneo».
Come ogni anno, il Defr contiene le linee di programmazione delle politiche e rappresenta un documento di analisi approfondita dello stato dell'economia. Tra i dati segnalati, quello dell'occupazione vede la Sicilia crescere dell'1 per cento nel 2025, oltre le performance nazionali che si fermano allo 0,8 per cento. La Regione, inoltre, in conseguenza alle scelte di bilancio adottate nei mesi scorsi, diminuisce il suo debito pubblico da 4,025 miliardi nel 2025 a 2,193 miliardi nel 2026.
Un ulteriore dato positivo è quello che riguarda la numerosità delle imprese. Il sistema imprenditoriale siciliano alla fine del 2025 ha mostrato segnali di vivacità, con un saldo positivo di oltre 6 mila imprese registrate, risultato che discende da una tenuta delle nuove iscrizioni (24,5 mila) e da una contrazione delle cessazioni (18,3 mila). Lo stock di imprese registrate si attesta su 463.772 unità, con un tasso di crescita dell'1,34%, superiore a quello dell'anno precedente e tra i più elevati in Italia.
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