(AGENPARL) - Roma, 30 Giugno 2026 - "Sono contrario al fermo assoluto della pesca dei ricci di mare in Puglia non perché si debba rinunciare alla tutela dell'ecosistema marino, ma perché le misure adottate rischiano di essere inefficaci, parziali e fortemente penalizzanti per intere categorie economiche. La tutela del riccio di mare è un obiettivo serio, ma non si può tradurre in un divieto assoluto perché determinerebbe un effetto paradossale, penalizzando i pescatori professionisti che rispettano le regole senza incidere sulla pesca abusiva. A tutto ciò si aggiunge un'evidente contraddizione: in Puglia si vieta la pesca dei ricci, ma resta possibile importarli da altre Regioni italiane, da Paesi dell'Unione Europea e persino da Paesi extra UE. È una scelta che finisce per spostare il problema altrove, senza risolverlo davvero, danneggiando soltanto la nostra economia locale. Una soluzione più equilibrata sarebbe stata possibile: aumentare il periodo di fermo biologico, rafforzare i controlli contro la pesca abusiva, sostenere realmente pescatori e imprese della ristorazione e costruire una strategia di tutela del riccio non limitata alla sola Puglia. Su questi binari non potrei che condividere le scelte".
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