(AGENPARL) - Roma, 30 Giugno 2026 - Direttore Responsabile: Laura Sutto
"Questa è una legge che nasce da un percorso di confronto serio con il mondo della ricerca, con le istituzioni e con i pescatori. Un confronto che ci ha portato a comprendere come la tutela del riccio di mare debba continuare perché gli studi dell'Università hanno dimostrato che la pressione esercitata dai pescatori professionisti non è stata la causa della diminuzione della specie. Le ragioni sono molto più complesse e riguardano l'intero ecosistema marino".
Così il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale, Stefano Minerva, commenta l'approvazione della legge che proroga fino al 2029 le misure di tutela del riccio di mare e introduce un nuovo modello di gestione fondato sul monitoraggio scientifico e sulla partecipazione dei pescatori professionisti.
"Allo stesso tempo – prosegue Minerva – era doveroso correggere alcune criticità emerse nell'applicazione della normativa. In questi anni il fermo biologico ha finito per penalizzare soprattutto i pescatori regolari, titolari di licenza, mentre chi operava illegalmente ha continuato a farlo. È un paradosso che non potevamo ignorare".
Per il capogruppo del Partito Democratico il valore della legge sta proprio nella capacità di tenere insieme tutela ambientale e salvaguardia del lavoro.
