(AGENPARL) - Roma, 27 Giugno 2026 - Yaoundé – Il Camerun avvia una drastica operazione di “pulizia” del suo registro marittimo. Il Paese ha iniziato a cancellare e sanzionare diverse navi collegate alla cosiddetta “flotta ombra”, utilizzata principalmente dalla Russia per aggirare le sanzioni internazionali. La mossa, che segue le forti pressioni dell’Unione Europea, punta a sottrarre la bandiera camerunese al ruolo di “rifugio” per traffici illeciti globali.
Il fenomeno della “bandiera di convenienza”
Da dicembre 2025, il Camerun è finito al centro di un complesso intrigo internazionale. Circa 100 imbarcazioni sono state associate alla flotta ombra russa, inserendo il Paese tra i primi tre registri al mondo coinvolti in questa rete, insieme a Russia e Sierra Leone.
Il problema non riguarda solo il greggio russo. La bandiera camerunese è diventata, negli anni, una scelta privilegiata per gli operatori che gestiscono traffici di petrolio iraniano e venezuelano, oltre che per attività di pesca illegale e, in alcuni casi, narcotraffico. Un episodio emblematico è il sequestro, avvenuto a gennaio, di una nave mercantile al largo delle Canarie con un carico di 10 tonnellate di cocaina.
Le falle nel sistema: frodi digitali e burocrazia
Perché un Paese diventa una “bandiera di convenienza”? Secondo l’analisi di Raoul Sumo Tayo, ricercatore presso l’Istituto per gli studi sulla sicurezza, le cause sono strutturali. Il quadro normativo camerunese risale agli anni ’60 ed è ormai obsoleto.
A questo si aggiunge una vulnerabilità tecnologica preoccupante. Intermediari in Turchia, Montenegro e Georgia avrebbero sfruttato piattaforme digitali per falsificare le firme dei capi distrettuali marittimi del Camerun. Il risultato è un sistema in cui i certificati di registrazione vengono emessi senza controlli reali sulla proprietà della nave.
La sfida delle riforme
Il governo ha risposto con misure di emergenza: sospensione delle nuove registrazioni per le navi fuori dalle acque territoriali e audit approfonditi. È in fase di valutazione un nuovo decreto che mira a:
- Introdurre verifiche sistematiche sui “beneficiari effettivi” delle navi.
- Inasprire le sanzioni giudiziarie e finanziarie.
- Digitalizzare il processo di registrazione per garantire la tracciabilità.
Oltre la legge: serve capacità tecnica
Gli esperti avvertono però che il solo cambiamento legislativo non basterà. Senza un corpo specializzato della marina mercantile e sistemi di monitoraggio in tempo reale, il rischio è che le reti criminali continuino a operare “tra le pieghe” del sistema.
Il Camerun si trova a un bivio. Per trasformare le proprie vulnerabilità in un modello di buona governance marittima, il Paese dovrà allinearsi agli standard internazionali, integrandosi nei sistemi di tracciamento dell’Organizzazione Marittima Internazionale. La scommessa, per Yaoundé, è la riconquista della credibilità internazionale in uno scacchiere marittimo sempre più sorvegliato.
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