(AGENPARL) - Roma, 27 Giugno 2026 - Teheran – Il cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti vacilla pericolosamente. Nelle ultime 48 ore, la situazione nel Golfo Persico ha subito un’escalation drammatica. Dopo gli attacchi americani di venerdì 26 giugno, Teheran ha risposto duramente, denunciando il fallimento della diplomazia e invocando il diritto alla difesa.
Il duro attacco di Ebrahim Azizi
La reazione politica iraniana è stata immediata. Ebrahim Azizi, presidente della Commissione per la sicurezza nazionale e la politica estera del Parlamento iraniano, ha usato toni pesanti. In un messaggio pubblico su X, Azizi ha definito il presidente statunitense un “leader fallito”.
Secondo Azizi, l’amministrazione USA ha dimostrato di non avere alcun rispetto per i principi negoziali. “Gli Stati Uniti hanno attaccato l’Iran nel bel mezzo delle trattative”, ha scritto il deputato. “Questa violazione sconsiderata del cessate il fuoco porterà solo a rimpianti. Il gioco dello scaricabarile non funziona più”.
La ritorsione delle Guardie Rivoluzionarie (IRGC)
Il conflitto si è spostato rapidamente sul piano militare. Le Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) hanno dichiarato di aver colpito diverse basi militari statunitensi nella regione. L’azione, secondo Teheran, è una ritorsione diretta per i raid aerei condotti dal Comando Centrale USA (CENTCOM) contro le coste iraniane.
Gli americani, secondo la versione di Teheran, avrebbero violato il Memorandum d’intesa di Islamabad siglato il 18 giugno. L’IRGC ha citato specificamente il “comma 5” dell’accordo. Questo punto stabilisce che il controllo dei transiti nello Stretto di Hormuz spetta esclusivamente alla Repubblica Islamica. L’Iran ha denunciato il passaggio di una nave non autorizzata, definendolo una provocazione deliberata. “La risposta americana è stata adeguata”, ha fatto sapere l’IRGC. “Se l’aggressione dovesse ripetersi, la nostra reazione sarà ancora più ampia”.
La nota del Ministero degli Esteri
Anche la diplomazia ha alzato i toni. Il Ministero degli Esteri iraniano ha rilasciato una dichiarazione ufficiale durissima. Gli attacchi alle strutture di sorveglianza costiera sono stati definiti una violazione dell’articolo 2 della Carta delle Nazioni Unite.
Il Ministero ha inoltre denunciato un coordinamento tra Stati Uniti e Israele. Secondo Teheran, il regime israeliano avrebbe approfittato della situazione per colpire il Libano, violando gli accordi internazionali.
L’Iran ha invocato l’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite, rivendicando il diritto intrinseco all’autodifesa. Il governo ha chiesto al Segretario Generale dell’ONU e al Consiglio di Sicurezza di non restare indifferenti. “Tutti i paesi della riva meridionale del Golfo Persico devono osservare il principio di buona vicinanza”, si legge nella nota. Teheran ha chiesto formalmente di impedire che strutture locali vengano usate per atti di aggressione contro la sovranità iraniana.
La situazione resta incandescente. Con i colloqui sul nucleare ancora in fase di stallo, il rischio di un conflitto regionale su larga scala appare oggi più concreto che mai.
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