(AGENPARL) - Roma, 27 Giugno 2026 - "La diga di Palazzo d'Ascoli è un'infrastruttura strategica non solo per la Capitanata, ma per l'approvvigionamento idrico di tutta la Puglia. Ieri, in Commissione Agricoltura è stato ricordato che era stata prevista negli anni Settanta sul torrente Carapelle, per risolvere i problemi dell'atavica crisi idrica della regione e in particolare della Capitanata. Un progetto che finora era stato lasciato nel dimenticatoio. Grazie all'impegno del Governo nazionale, come ha ricordato il deputato di Forza Italia, Giandiego Gatta, sono stati finalmente stanziati 9,5 milioni di euro per la progettazione dell'opera. Durante l'audizione con il Consorzio di Bonifica e i parlamentari del territorio, è emersa però una forte criticità: nell'area destinata alla diga insistono già due pale eoliche attive e sono presenti altri 8 progetti per l'insediamento di fonti rinnovabili. Per evitare che la burocrazia e le autorizzazioni energetiche blocchino l'infrastruttura idrica, per questo ho avanzato richieste precise: lo stralcio immediato dell'area dalle zone idonee all'installazione di impianti da fonti rinnovabili, l'accelerazione delle linee guida regionali sulle aree idonee e l'istituzione immediata di un vincolo preordinato all'esproprio da parte della Regione Puglia per blindare il terreno destinato alla diga.
Ma la Commissione di ieri è servita anche a fare un focus sul bando regionale per gli aiuti ai seminativi nelle zone svantaggiate, che attualmente limita i contributi alle sole aziende agricole che possiedono anche allevamenti zootecnici. Si tratta di una limitazione iniqua e per questo motivo ho chiesto che a partire dall'annualità 2027 questo vincolo venga stralciato. L'aiuto di circa 80 euro ad ettaro per i seminativi deve essere riconosciuto a tutte le aziende agricole che operano all'interno delle zone svantaggiate, senza alcuna distinzione. L'estensione di questo contributo agli agricoltori pugliesi è un passo semplice e immediato: basta che la Regione Puglia segua il modello già attivo e collaudato nelle zone agricole svantaggiate della Campania.
Le nostre imprese hanno bisogno di aiuti diretti e di un forte sostegno alle filiere. Dobbiamo proteggere subito la filiera cerealicola e quella olivicola e iniziare a programmare interventi per quella vitivinicola, che già mostra i primi segnali di crisi. La Regione ha il dovere di calibrare bandi efficaci per permettere alle nostre aziende di restare competitive sui mercati globali"./comunicato
