(AGENPARL) - Roma, 25 Giugno 2026 - Gli Stati Uniti stanno attuando un rafforzamento strategico della propria presenza navale nella regione Asia-Pacifico. L’obiettivo dichiarato è contenere l’influenza della Cina lungo la “prima catena di isole”. L’annuncio arriva direttamente dal Dipartimento di Stato. A comunicarlo è Michael DeSombre, Assistente Segretario per gli Affari dell’Asia orientale e del Pacifico.
La strategia di Subic Bay
Il fulcro di questa manovra operativa riguarda il potenziamento delle basi logistiche nelle Filippine. DeSombre ha confermato un dato importante. Due navi di pattuglia della Guardia Costiera statunitense sono state trasferite dal Comando Centrale (Centcom) alla base militare di Subic Bay.
Questo spostamento non è meramente logistico. Rappresenta una “grande aggiunta alla capacità operativa” statunitense nel quadrante. Consente infatti una presenza persistente in un’area critica. È importante ricordare che, negli Stati Uniti, la Guardia Costiera è un ramo indipendente dell’esercito. Questo rende il dispiegamento particolarmente significativo sotto il profilo della proiezione di forza.
Libertà di navigazione e deterrenza
L’impegno di Washington non si limita al presidio delle basi. Gli Stati Uniti continuano a condurre regolarmente operazioni di libertà di navigazione (Freedom of Navigation Operations) nelle acque contese.
“Ci impegniamo nelle nostre operazioni di libertà di navigazione abbastanza frequentemente a Taiwan e dintorni, insieme ai nostri alleati e partner”, ha dichiarato DeSombre. Lo ha affermato durante l’audizione presso la Commissione per gli Affari Esteri della Camera dei Rappresentanti. Ha inoltre ribadito che tali attività proseguiranno nonostante le ripetute proteste ufficiali provenienti da Pechino.
L’azione americana delinea una postura di deterrenza attiva. La combinazione tra il presidio delle infrastrutture portuali come Subic Bay e la costante attività navale nel Pacifico conferma una tesi chiara. Il quadrante Asia-Pacifico rimane la priorità assoluta dell’agenda di sicurezza nazionale statunitense per il 2026.
Crediti: Foto: U.S. Navy / DVIDS
