(AGENPARL) - Roma, 25 Giugno 2026 - La diplomazia iraniana ha inasprito nelle ultime ore la retorica nei confronti degli attori occidentali. Attraverso le dichiarazioni del portavoce del Ministero degli Esteri, Esmaeil Baqaei, Teheran ha aperto due fronti polemici distinti ma convergenti: il primo riguarda il coinvolgimento attivo di nazioni europee nelle operazioni militari; il secondo attiene alla gestione, definita inaffidabile, degli impegni diplomatici da parte di Washington.
La critica al coinvolgimento NATO: il caso Italia e Romania
La prima parte dell’offensiva diplomatica, riportata dall’agenzia Tasnim, si concentra sulla recente intervista rilasciata dal Segretario Generale della NATO, Mark Rutte, a Fox News. Baqaei ha espresso una ferma condanna per il ruolo di Italia e Romania, esplicitamente citate da Rutte come parti coinvolte nelle azioni militari a sostegno della coalizione USA-Israele.
Il portavoce del Ministero degli Esteri ha definito tali ammissioni una “prova schiacciante” della complicità dell’Alleanza Atlantica in quella che Teheran qualifica come un’aggressione illegale. Secondo la posizione espressa da Baqaei, tali nazioni dovranno rendere conto non solo alla comunità internazionale, ma soprattutto alle proprie opinioni pubbliche, in merito alla partecipazione a operazioni che hanno colpito diversi centri urbani del Paese. Il governo iraniano ha ribadito che ogni Stato membro che ha contribuito al processo decisionale e operativo dovrà essere ritenuto responsabile delle conseguenze derivanti da tali scelte.
L’inaffidabilità diplomatica di Washington e il nodo del MoU
Parallelamente alla denuncia del ruolo NATO, Teheran ha lanciato un avvertimento agli Stati Uniti in merito all’applicazione del protocollo d’intesa (MoU) volto a porre fine alla guerra imposta. In una seconda nota, sempre riportata da Tasnim, Baqaei ha criticato le posizioni statunitensi, etichettandole come “contraddittorie” e prive di sincerità.
Il portavoce ha sottolineato come la Repubblica Islamica avesse accettato il percorso negoziale in buona fede, nonostante una storica e radicata sfiducia nei confronti della condotta di Washington. Secondo Teheran, le recenti dichiarazioni dei funzionari statunitensi lasciano presagire tentativi di interpretazioni del testo che si discostano dal senso letterale dell’accordo. Baqaei ha chiarito che l’Iran intende agire con estrema vigilanza, basandosi sull’esperienza delle violazioni passate: il principio di reciprocità, richiesto da Teheran, impone il rispetto rigoroso degli obblighi sottoscritti, senza ricorrere a interpretazioni unilaterali che, secondo il portavoce, rischiano di alimentare ulteriormente il clima di sfiducia tra le parti.
In definitiva, l’azione diplomatica iraniana di oggi sembra mirata a delegittimare la posizione occidentale su due piani: quello della responsabilità bellica, puntando il dito contro i partner europei degli USA, e quello della credibilità politica, contestando a Washington la tenuta degli impegni presi al tavolo delle trattative.
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