(AGENPARL) - Roma, 20 Agosto 2026 - Risultati preliminari promettenti per il vaccino personalizzato a mRNA contro il melanoma sviluppato da Moderna e Merck. Le due aziende hanno annunciato esiti positivi dalla fase 3 della sperimentazione clinica di intismeran autogene, trattamento sperimentale somministrato in combinazione con l’immunoterapia Keytruda (pembrolizumab).
Lo studio ha coinvolto 1.137 pazienti con melanoma cutaneo ad alto rischio, sottoposti alla completa rimozione chirurgica del tumore. Secondo quanto comunicato dalle aziende, la combinazione sperimentale ha raggiunto gli obiettivi previsti dallo studio relativi al controllo della malattia.
Il trattamento rappresenta uno degli sviluppi più avanzati nel campo dei vaccini terapeutici personalizzati contro il cancro. A differenza dei vaccini preventivi contro le malattie infettive, infatti, questa tecnologia viene progettata individualmente sulla base delle caratteristiche molecolari del tumore di ciascun paziente.
Come funziona il vaccino personalizzato
Il procedimento parte dall’analisi delle mutazioni presenti nel tumore. Sulla base di queste informazioni viene realizzato un trattamento a mRNA progettato per colpire specifici neoantigeni, cioè proteine anomale associate alle cellule tumorali.
L’obiettivo è insegnare al sistema immunitario del paziente a riconoscere con maggiore precisione le cellule che presentano queste caratteristiche e ad attaccarle. Al vaccino viene associato Keytruda, farmaco immunoterapico di Merck che aiuta il sistema immunitario a contrastare le cellule tumorali.
I nuovi risultati rafforzano quelli già ottenuti nella precedente sperimentazione di fase 2. In quella fase, la combinazione del vaccino personalizzato e di Keytruda aveva mostrato una riduzione del 49% del rischio di recidiva o morte rispetto alla somministrazione del solo Keytruda.
Attesi i dati completi
Nonostante l’annuncio positivo, i risultati completi della fase 3 non sono ancora stati pubblicati. Restano quindi da conoscere nel dettaglio diversi dati, compresi quelli sulla sopravvivenza complessiva dei pazienti.
Merck e Moderna prevedono di presentare i risultati completi durante una prossima conferenza scientifica e di utilizzarli nel percorso verso le richieste di autorizzazione alle autorità regolatorie.
Il risultato viene considerato particolarmente significativo perché rappresenterebbe il primo successo in fase 3 per un vaccino terapeutico personalizzato a mRNA contro il cancro, segnando un importante passo avanti per una tecnologia sulla quale l’industria farmaceutica sta investendo da anni.
La notizia ha avuto immediate ripercussioni anche sui mercati finanziari: dopo l’annuncio, le azioni di Moderna hanno registrato un forte rialzo, arrivando a guadagnare quasi il 40%, mentre quelle di Merck sono salite di circa il 2%.
Studi anche contro altri tumori
Le prospettive della tecnologia non riguardano soltanto il melanoma. Moderna e Merck stanno infatti sperimentando intismeran autogene anche contro altre forme di tumore, tra cui il carcinoma polmonare non a piccole cellule, il carcinoma della vescica e il carcinoma a cellule renali.
Se i risultati saranno confermati dai dati completi e dalle successive valutazioni delle autorità sanitarie, l’approccio potrebbe aprire nuove possibilità nel campo dell’oncologia personalizzata, con vaccini progettati sulla base delle caratteristiche genetiche specifiche del tumore di ogni singolo paziente.
