(AGENPARL) - Roma, 25 Giugno 2026 - Il Primo Ministro canadese Mark Carney ha recentemente tracciato una linea netta, dichiarando che “il prossimo ordine mondiale sarà costruito fuori dall’Europa”. Tuttavia, osservando le scelte concrete di Ottawa in materia di approvvigionamenti e alleanze strategiche, emerge una discrepanza profonda: il governo canadese sta virando decisamente verso una dipendenza dal Vecchio Continente che rischia di indebolire la capacità operativa del Paese.
L’illusione dell’eurocentrismo
La visione di Carney, che promuoveva una “geometria variabile” nelle alleanze, si è tradotta nella pratica in un riposizionamento europeo. La selezione di assetti tecnologici svedesi rispetto a opzioni statunitensi e l’enfasi su accordi di difesa con l’Unione Europea riflettono una preferenza diplomatica che ignora i segnali di allarme provenienti dal panorama industriale europeo.
Una base industriale in sofferenza
Affidare la sicurezza nazionale alla stabilità industriale dell’Europa oggi significa ignorare sfide strutturali evidenti:
- Regno Unito: Le dimissioni ai vertici della difesa e le incertezze sul finanziamento del programma GCAP (Global Combat Air Programme) pongono dubbi seri sulla capacità di mantenimento degli impegni multinazionali. Il Giappone, partner chiave, sta già riconsiderando la sua posizione.
- Italia: Le priorità di bilancio nazionale, focalizzate sulla spesa interna, rendono improbabile il raggiungimento degli obiettivi NATO di lungo periodo, riflettendo una frammentazione delle priorità che limita l’efficacia degli investimenti collettivi.
- Asse Francia-Germania: Il collasso del progetto FCAS per dispute sulla governance e la condivisione del lavoro industriale è la dimostrazione plastica di come gli interessi protezionistici prevalgano ancora sull’integrazione della difesa europea.
Acquistare tecnologia europea quando il vettore di minaccia più probabile è nell’Indo-Pacifico o nell’Artico è un errore strategico che Ottawa non può permettersi.
Il test dei sottomarini
La decisione imminente sulla sostituzione della flotta di sottomarini classe Victoria sarà il banco di prova definitivo. La realtà geopolitica impone una valutazione pragmatica: l’offerta sudcoreana, che presenta vantaggi competitivi in termini di costi, tempistiche e capacità, rappresenta una scelta più logica rispetto a una fornitura europea basata su presupposti politici piuttosto che operativi.
Il Canada deve abbandonare la ricerca di un’alleanza “di cuore” con le capitali europee per abbracciare un approccio di “geometria variabile” autentico, che privilegi l’efficacia, la velocità di consegna e l’allineamento con le minacce reali. Continuare a mettere le uova nel cestino europeo, in un momento di tale volatilità, è un azzardo industriale che il sistema di difesa canadese potrebbe pagare a caro prezzo.
Crediti: Prime Minister’s Office (India)/Government Open Data License – India (GODL-India).
