(AGENPARL) - Roma, 25 Giugno 2026 - La Turchia compie un passo decisivo verso l’indipendenza tecnologica. È stato siglato un accordo strategico per lo sviluppo di un ASELSAN processore quantistico superconduttore: un progetto che vede la Presidenza delle Industrie della Difesa (SSB) in prima linea per garantire la sovranità tecnologica di Ankara.
L’iniziativa, che si articolerà su un arco temporale di quattro anni, punta a rendere Ankara autonoma in uno dei settori più critici e competitivi del futuro: il calcolo quantistico.
Un progetto strategico per la difesa nazionale
Il programma, guidato da ASELSAN in qualità di appaltatore principale, risponde a una precisa necessità geopolitica: garantire l’indipendenza della Turchia nel campo dell’hardware quantistico, riducendo drasticamente la dipendenza dai fornitori esteri per componenti tecnologiche di importanza vitale.
Le applicazioni di questa tecnologia non sono meramente accademiche. L’elevata potenza di calcolo dei computer quantistici è destinata a rivoluzionare comparti strategici quali la sicurezza informatica, la crittografia, la difesa e la scienza dei materiali. In un mondo dove la superiorità nel cyber-spazio determina gli equilibri di potere, possedere infrastrutture nazionali di questo livello rappresenta una forma fondamentale di deterrenza.
Cooperazione e infrastrutture d’eccellenza
Il progetto non è un’iniziativa isolata, ma il risultato di un ecosistema nazionale coordinato. La collaborazione coinvolge attori di primo piano come l’Università Sabancı, l’Università Koç e il TUBITAK National Metrology Institute (UME).
Ahmet Akyol, Direttore Generale di ASELSAN, ha evidenziato come l’azienda operi nel campo delle tecnologie quantistiche dal 2021, definendo questo nuovo accordo come un passo strategico fondamentale. La Turchia sta infatti completando gli investimenti per la creazione della propria “casa di produzione di superconduttori”, che permetterà di passare dalla fase di ricerca alla capacità industriale di massa.
Verso un nuovo standard di autonomia
L’obiettivo finale del progetto è duplice: da un lato, creare un’infrastruttura di ricerca e sviluppo all’avanguardia; dall’altro, formare le risorse umane necessarie per sostenere questa transizione tecnologica.
Con questo investimento, Ankara si posiziona non più come semplice acquirente di tecnologie altrui, ma come attore capace di progettare e produrre internamente il “cuore” dei computer quantistici. Si tratta di una mossa che consolida ulteriormente la visione turca di una difesa tecnologicamente sovrana, pronta a competere nel nuovo ordine multipolare della tecnologia avanzata.
Crediti: Foto Alex Shuper/Unsplash
