(AGENPARL) - Roma, 22 Giugno 2026 - Mentre il governo cinese, in occasione dell’APEC China CEO Forum 2026 a Pechino, ribadisce la centralità dell’apertura economica e della cooperazione multilaterale, il Ministero delle Finanze ha varato un blocco immediato per 46 società statunitensi negli appalti pubblici.
Il fronte del bando: una ritorsione mirata Il divieto, operativo dal 22 giugno, colpisce nomi di primo piano della difesa e dell’aerospazio come Lockheed Martin, Raytheon Missile Systems e la società di droni Dedrone. La misura, che esclude le imprese a capitale USA integrate localmente, nasce come risposta diretta all’espansione della lista nera del Pentagono (Sezione 1260H del National Defense Authorization Act), che ha recentemente colpito giganti cinesi come Alibaba, BYD, CALB Group e Unitree.
La visione APEC: connettività e integrazione Parallelamente, il dibattito all’APEC ha delineato una strategia di segno opposto. Eduardo Pedrosa, del Segretariato APEC, ha indicato come prioritarie l’accelerazione verso un’area di libero scambio Asia-Pacifico, il potenziamento della logistica e l’abbattimento delle barriere non tariffarie. Ren Hongbin, a capo del CCPIT, ha esortato all’uso pieno di accordi regionali come il RCEP per garantire il flusso ordinato di capitali e dati.
I numeri testimoniano la portata di questo impegno: nel 2025, la Cina è stata il primo partner commerciale per 13 economie APEC, con un interscambio di 3,7 trilioni di dollari, pari al 57,8% del commercio estero totale di Pechino. Il Paese ha consolidato 24 accordi economici con 31 controparti, inclusi gli aggiornamenti recenti con Singapore e Perù, mentre Jiang Chenghua, del Ministero del Commercio, ha sollecitato la comunità imprenditoriale a difendere la stabilità delle catene industriali contro l’avanzata del protezionismo.
La fiducia delle aziende straniere Nonostante le frizioni, permane la fiducia del settore privato. Jim Sutter, CEO del Consiglio di esportazione di soia degli Stati Uniti, ha previsto un aumento dell’export verso la Cina a 25 milioni di tonnellate per l’anno 2025-2026, definendo la stabilità dei rapporti bilaterali come un beneficio reciproco. Analogamente, Elodie Latour di Decathlon ha sottolineato che l’ecosistema industriale cinese rimane insostituibile: con il 94,2% dei prodotti già fabbricati localmente, l’azienda francese punta a espandere ulteriormente la produzione in Cina per accrescere la resilienza della propria catena di fornitura.
Il quadro attuale riflette la duplice linea di Pechino: promuovere attivamente l’integrazione commerciale per alimentare la crescita Asia-Pacifico e attrarre investimenti a lungo termine, agendo al contempo con misure restrittive mirate laddove la competizione tecnologica e la sicurezza nazionale pongono un limite invalicabile al libero mercato.
