(AGENPARL) - Roma, 18 Giugno 2026 - Sottoscritto l’accordo di Islamabad: stop immediato alle ostilità in Libano e revoca del blocco marittimo. Il ruolo chiave della Guida Suprema iraniana nella tutela degli interessi nazionali.
È stata una notte storica per la diplomazia internazionale. Nelle prime ore di giovedì 18 giugno 2026, il Presidente iraniano Masoud Pezeshkian e il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump hanno siglato digitalmente il Memorandum d’intesa di Islamabad.
L’accordo segna una svolta radicale nei rapporti tra Washington e Teheran. Attraverso un post sul suo profilo X, il Presidente Pezeshkian ha confermato che l’intesa è arrivata dopo discussioni intensive, ottenendo anche il sostegno della maggioranza dei membri del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC). Pezeshkian ha espresso profonda gratitudine verso la Guida Suprema, l’Ayatollah Seyyed Mojtaba Hosseini Khamenei, per il ruolo decisivo avuto nell’inserimento di clausole a tutela degli interessi nazionali iraniani.
Gli effetti sul campo: tregua e sovranità Gli effetti del Memorandum sono immediati. Il Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale iraniano ha dichiarato la cessazione permanente di tutte le operazioni militari su ogni fronte, incluso il Libano, a partire dalla notte di domenica scorsa. Contestualmente, è prevista la revoca integrale del blocco marittimo contro l’Iran.
La questione libanese è stata al centro di un fitto colloquio telefonico tra il Presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, e il suo omologo libanese, Nabih Berri. I due leader hanno ribadito con forza che gli Stati Uniti, in qualità di garanti dell’accordo, e la comunità internazionale hanno la piena responsabilità di imporre a Israele il rispetto del memorandum: stop immediato alle ostilità, fine della distruzione dei villaggi e ritiro totale dai territori occupati, nel pieno rispetto della sovranità libanese.
Crediti: Foto Irna
