(AGENPARL) - Roma, 17 Giugno 2026 - I leader del G7 pianificano un salto di qualità nella difesa di Kiev: non solo forniture, ma licenze industriali per produrre missili intercettori in loco. Un cambio di passo che punta a scavalcare i colli di bottiglia della produzione americana.
La strategia della difesa ucraina si prepara a una trasformazione industriale senza precedenti. Secondo quanto riportato da Ukrainska Pravda citando la dichiarazione congiunta rilasciata al termine dell’ultimo vertice, i leader del G7 hanno formalizzato una svolta: aumentare drasticamente la fornitura di capacità di difesa aerea e, soprattutto, valutare la concessione di licenze per la produzione di sistemi antibalistici e missili intercettori direttamente sul suolo ucraino.
Verso l’indipendenza produttiva Il testo della dichiarazione è chiaro: “Siamo pronti a considerare di estendere all’Ucraina il beneficio delle licenze per consentire un aumento della produzione militare”. Si tratta di una mossa che risponde a una necessità logistica critica. Il presidente Volodymyr Zelenskyy ha più volte sottolineato come la capacità produttiva dei partner occidentali – in particolare degli Stati Uniti – fatichi a tenere il passo con il consumo frenetico di missili intercettori, essenziali per contrastare le ondate di attacchi balistici russi.
Il fattore Trump: una svolta nel bilaterale Il tema, oggetto di ripetuti appelli da parte di Kiev, sembra aver trovato una sponda significativa durante l’incontro bilaterale tra Zelenskyy e Donald Trump, avvenuto a margine del summit del 16 giugno. Secondo quanto emerso, il presidente americano avrebbe accolto positivamente la richiesta di trasferire le licenze per i sistemi Patriot e altri asset antibalistici. Le squadre tecniche dei due Paesi avrebbero già ricevuto l’input per tradurre questa apertura politica in un piano industriale operativo.
Un impegno a tutto campo Oltre alla difesa aerea, il G7 ha ribadito un impegno corale su altri due fronti strategici:
- Resilienza energetica: Supporto immediato per preparare l’infrastruttura ucraina in vista del prossimo inverno, obiettivo primario degli attacchi russi.
- Pressione economica: Un nuovo giro di vite contro l’economia di guerra di Mosca, con l’estensione delle sanzioni mirate ai settori chiave del petrolio e del gas.
Questa apertura segna il passaggio da un modello di “assistenza basato sulle scorte” a uno di “supporto basato sulla capacità produttiva”. Se concretizzato, il trasferimento di tecnologia permetterebbe all’Ucraina di abbattere i tempi di rifornimento e di garantire una copertura dello spazio aereo più resiliente e meno dipendente dalla logistica transoceanica. Tuttavia, la sfida resta enorme: l’implementazione industriale in un Paese sotto costante minaccia balistica richiede infrastrutture protette e una catena di approvvigionamento di componenti critici che, ad oggi, è una delle variabili più complesse della partita bellica.
Crediti: Foto: Ricardo Stuckert / PR (CC BY-SA 4.0)
