(AGENPARL) - Roma, 12 Giugno 2026 - In politica esiste una regola non scritta che ogni tanto riaffiora come un vecchio manuale dimenticato in un cassetto: se una macchina funziona bene, bisogna assolutamente trovare il modo di cambiarne il conducente.
È questo il clima che sembra accompagnare le indiscrezioni raccolte da Agenparl su possibili cambiamenti ai vertici di LazioCrea, la società in house della Regione Lazio che negli ultimi anni ha gestito servizi strategici per l’amministrazione regionale.
Secondo quanto emerge, i nomi che circolano per la successione sarebbero riconducibili ad ambienti politici e amministratori locali della provincia di Frosinone. Nulla di illegittimo, naturalmente. Ma una domanda sorge spontanea: perché sostituire chi sta producendo risultati?
I numeri del bilancio 2025 raccontano infatti una storia diversa dalle consuete narrazioni emergenziali della pubblica amministrazione. Il valore della produzione è salito a quasi 187 milioni di euro, rispetto ai circa 162 milioni dell’anno precedente, registrando il risultato più elevato degli ultimi anni. Anche i ricavi delle vendite e delle prestazioni crescono in modo significativo, passando da 158,7 a 183,9 milioni di euro.
Non solo. Il risultato ante imposte supera i 1,4 milioni di euro, in miglioramento rispetto al 2024, mentre la società mantiene l’equilibrio economico e patrimoniale.
Insomma, non sembra esattamente il classico scenario del “qui bisogna azzerare tutto e ripartire”. Anzi.
Viene allora da chiedersi se il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, sia pienamente informato delle dinamiche che si starebbero sviluppando attorno alla società. Perché una cosa è la fisiologica rotazione degli incarichi, altra cosa è sostituire competenze tecniche e manageriali che stanno portando risultati tangibili con logiche esclusivamente riconducibili agli equilibri politici.
La politica ha certamente il diritto di scegliere i propri uomini. Ma ha anche il dovere di spiegare ai cittadini perché si cambia una squadra che, numeri alla mano, sta centrando gli obiettivi.
Nel calcio, quando una squadra vince, di solito si conferma l’allenatore. Nella pubblica amministrazione italiana, talvolta, accade il contrario: si cambia proprio perché si è vinto.
E sarebbe davvero un peccato se, ancora una volta, la geografia delle correnti finisse per contare più della geografia dei risultati.
