(AGENPARL) - Roma, 8 Giugno 2026 - Mohammed Al-Farah, membro dell’Ufficio politico di Ansarullah, ha lanciato un avvertimento diretto a Washington: i tentativi degli Stati Uniti di accreditarsi come attore neutrale nel conflitto tra Iran e Israele sono solo una strategia per proteggere le proprie basi e i propri interessi economici.
Il mirino sugli interessi USA
Secondo il funzionario di Ansarullah, la recente linea più cauta adottata dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump non riflette un reale distacco dal conflitto, ma una precisa necessità di isolare le installazioni militari e le risorse energetiche statunitensi da possibili ritorsioni.
Al-Farah ha chiarito che tale “neutralità” non è credibile, data la solida collaborazione politica, militare e di intelligence tra Washington e Tel Aviv. “Qualsiasi espansione dell’aggressione contro il Libano o nuovi attacchi sionisti verso l’Iran — ha dichiarato — innescheranno conseguenze che andranno oltre il confronto diretto tra Teheran e Israele”.
Nuove equazioni di deterrenza
L’esponente di Ansarullah ha sottolineato che gli attacchi iraniani hanno cambiato radicalmente le regole del gioco, creando nuove equazioni di deterrenza che rendono l’intero ambiente strategico regionale estremamente complesso per Israele e i suoi alleati.
- La posizione di Ansarullah: Qualsiasi attacco israeliano sarà considerato come parte di una più ampia aggressione sostenuta dagli Stati Uniti.
- Le possibili ritorsioni: Le basi militari statunitensi e gli impianti energetici in tutta la regione vengono esplicitamente indicati come obiettivi legittimi in caso di allargamento del conflitto.
Il contesto di crisi
Le dichiarazioni arrivano mentre l’escalation si fa totale: dagli attacchi aerei israeliani sulla periferia meridionale di Beirut fino ai lanci balistici iraniani contro la base aerea di Ramat David. Teheran e i suoi alleati regionali hanno inviato un messaggio univoco: la soglia di tolleranza per le operazioni israeliane in Libano e Iran è stata superata.
