(AGENPARL) - Roma, 8 Giugno 2026 - "Relazioni che educano": gli studenti firmano
il patto per il futuro
Concluso il progetto di istituzioni,
scuole e associazioni. Oltre 500 giovani a confronto su come contrastare
stereotipi di genere, violenza, bullismo e cyberbullismo
Si è alzato il sipario sull'atto conclusivo di un percorso
che promette di lasciare un'impronta profonda e duratura nel tessuto sociale
della città. Presso la sala consiliare del Palazzo Ducale di Martina Franca, lo
scorso venerdì 29 maggio,
si è svolto l'atteso appuntamento finale di "Relazioni che educano", il
progetto sostenuto con convinzione dal Comune di Martina Franca e tradotto in
azione dalle APS Sud Est Donne e ReStart.
L'evento, concepito come un momento di restituzione pubblica
e aperto all'intera cittadinanza, ha trasformato la sala consiliare in uno
spazio di democrazia partecipativa e pedagogica. Al centro della mattinata le
voci dirette delle studentesse e degli studenti, i veri protagonisti di una
rivoluzione culturale che ha inteso valorizzare il lavoro svolto con dedizione
I numeri restituiscono fedelmente l'impatto e la capillarità
di un intervento importante per il territorio: da febbraio a maggio,
l'iniziativa ha coinvolto circa 500 studenti e studentesse, articolandosi in
ben 23 gruppi classe appartenenti alle scuole secondarie di primo e secondo
grado. Un investimento collettivo fondato sulla certezza che l'educazione
affettiva non sia un accessorio programmatico, ma una priorità sociale
assoluta.
Il cuore del progetto si è sviluppato attraverso laboratori
esperienziali intensivi e momenti di dibattito serrato. All'interno delle
classi, i formatori hanno guidato i giovani in un delicato viaggio alla
scoperta dell'alfabetizzazione emotiva e affettiva, dell'empatia profonda e
dell'ascolto attivo. L'obiettivo primario è stato chiaro sin dalle prime
battute: scardinare sul nascere i meccanismi che alimentano stereotipi di
genere, discriminazioni, bullismo, cyberbullismo e violenza.
Particolare rilevanza hanno assunto i moduli dedicati alla
definizione e al rispetto del consenso e dei confini personali, tematiche
cruciali da ridefinire sia nelle interazioni offline sia negli insidiosi
scenari digitali.
Il successo e l'alto valore educativo dell'iniziativa sono
stati garantiti dalla presenza sul campo di un'equipe multidisciplinare di
professioniste e professionisti di altissimo livello.
Grazie al loro apporto, i percorsi scolastici sono stati
arricchiti da sguardi plurali, capaci di affrontare le dinamiche relazionali
con un solido approccio intersezionale.
«Cinquecento ragazze e ragazzi hanno detto chiaramente che
hanno bisogno di parlare sempre di più di affettività, emozioni e sessualità»,
afferma l'assessore alle politiche sociali, Elena Convertini. «Il
governo nazionale continua a tenere l'educazione sessuo-affettiva fuori dai
programmi scolastici: una scelta che pesa, e che si vede. Il Comune di Martina
Franca non aspetta: finanzia e sostiene progetti come "Relazioni che
Educano" perché i nostri adolescenti non possono aspettare i tempi della
politica nazionale».
Per l'assessore alle politiche giovanili, Carlo Dilonardo:
«Il
percorso formativo, culturale ed educativo del progetto "Relazioni che Educano"
rappresenta il coronamento di un iter fondamentale per la nostra comunità.
Educare all'affettività, al rispetto reciproco e alla parità di genere è la
chiave per costruire una società più giusta e consapevole. Mettere i giovani al
centro del dibattito sulle relazioni sane e sulla crescita personale è una
priorità assoluta. Ringrazio di cuore l'associazione Sud Est Donne,
l'Associazione Restart, i dirigenti scolastici, i professionisti, gli uffici
comunali e soprattutto le alunne e gli alunni che hanno partecipato con
entusiasmo a questi laboratori, dimostrando una straordinaria maturità e
sensibilità. Con il progetto 'Relazioni che educano' abbiamo voluto dare ai
nostri ragazzi gli strumenti critici per comprendere se stessi e gli altri,
superando stereotipi e barriere. Il vero valore di questa iniziativa risiede
proprio nel contributo attivo degli studenti, che hanno portato il racconto del
loro percorso laboratoriale, esperienziale e personale. Sono fermamente
convinto che questi spazi di ascolto e confronto come questo vadano
valorizzati, promossi e sostenuti con determinazione rientrano nella visione
