(AGENPARL) - Roma, 5 Giugno 2026 - La vicepresidente Diop: "Questa mostra ci aiuta a guardare la guerra dalla
prospettiva più importante: quella delle persone che la subiscono"
Scritto da Massimo Orlandi, venerdì 5 giugno 2026
È stata inaugurata dalla vicepresidente della Regione Toscana, Bintou Mia
Diop, la mostra fotografica "WARS. La guerra e la pace", dedicata ai
conflitti contemporanei e alle loro conseguenze sulle popolazioni civili.
La mostra, ospitata negli spazi di Rondine Cittadella della Pace, è stata
allestita in occasione di You topic fest 2026. Alla cerimonia di apertura,
oltre alla vicepresidente, anche il presidente di Rondine Franco Vaccari e
il direttore dell'Atlante delle guerre e dei conflitti del mondo Raffaele
Crocco.
La mostra nasce dall'esperienza del premio fotografico "WARS – War and
Revolutionary Stories" e raccoglie gli scatti di alcuni tra i più
autorevoli fotografi del reportage internazionale, impegnati a documentare
guerre, crisi umanitarie, persecuzioni e tensioni geopolitiche in diverse
aree del mondo.
Attraverso immagini provenienti da paesi come Ucraina, Myanmar, Etiopia,
Kashmir e da altri contesti segnati dalla violenza dei conflitti, il
percorso espositivo propone uno sguardo che si concentra non sugli aspetti
militari della guerra, ma sulle conseguenze che essa produce nella vita
quotidiana delle persone. Uomini, donne, anziani e bambini diventano così
i protagonisti di un racconto fatto di perdita, migrazione forzata,
separazione, paura e sofferenza, ma anche di resilienza, solidarietà e
speranza.
La mostra si inserisce nel programma di iniziative dedicate alla cultura
della pace che la Regione Toscana sta promuovendo insieme a Rondine
Cittadella della Pace, a partire dall'avvio degli Stati Generali della
Cultura di Pace in Toscana ed è anche il frutto della collaborazione con
l'Atlante delle guerre e dei conflitti nel mondo.
"Questa mostra ci aiuta a guardare la guerra dalla prospettiva più
importante: quella delle persone che la subiscono – ha dichiarato la
vicepresidente Diop -. Le immagini esposte raccontano vite spezzate,
famiglie separate, comunità costrette a fuggire o a convivere con la
violenza. In un momento storico in cui i conflitti sembrano moltiplicarsi e
la guerra rischia di essere percepita come una condizione normale, queste
fotografie ci restituiscono il volto umano delle crisi e ci ricordano
perché la pace debba tornare al centro dell'impegno delle istituzioni e
della società civile".
"Non si tratta soltanto di una mostra fotografica – ha aggiunto Diop – ma
di un'esperienza di consapevolezza civile. La fotografia diventa uno
strumento capace di avvicinarci a realtà spesso lontane e di restituire
dignità alle storie di chi vive sulla propria pelle il peso della guerra.
Per questo siamo particolarmente orgogliosi che questa esposizione sia
ospitata a Rondine, luogo che da anni rappresenta un laboratorio concreto
di dialogo, riconciliazione e costruzione della pace".
La mostra sarà visitabile nei prossimi mesi presso Rondine, offrendo a
cittadini, studenti e visitatori un'occasione di approfondimento e
riflessione sui drammi dei conflitti contemporanei e sul valore universale
della pace.
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