(AGENPARL) - Roma, 20 Maggio 2026 - Le reazioni delle principali organizzazioni agricole italiane al piano d’azione sui fertilizzanti presentato dalla Commissione europea convergono su una valutazione chiara: le misure proposte non sono adeguate alla gravità della crisi in corso. Confagricoltura, CIA–Agricoltori Italiani e Coldiretti, pur con accenti diversi, condividono la stessa preoccupazione: l’Europa si sta muovendo con ritardo e con strumenti che non rispondono alle esigenze immediate delle imprese agricole, messe sotto pressione dall’aumento dei costi e dalle tensioni geopolitiche internazionali.
Confagricoltura ha definito il piano “deludente”, rilevando come le misure illustrate dalla presidente von der Leyen non siano in grado di affrontare l’emergenza attuale. L’organizzazione sottolinea la necessità di intervenire subito per alleggerire i costi di produzione, esplosi dopo la crisi in Medio Oriente, e per sostenere la liquidità delle imprese. La mancanza di strumenti concreti e ambiziosi viene considerata un limite evidente del documento europeo, che non risponde alle esigenze di un settore ormai allo stremo. In questo contesto, Confagricoltura ribadisce la richiesta di sospendere immediatamente il CBAM sui fertilizzanti, di rafforzare la PAC con risorse aggiuntive e di introdurre maggiore flessibilità normativa per favorire lo sviluppo di impianti di biogas e biometano. Anche sulle deroghe alla direttiva nitrati, pur apprezzando i progressi sul digestato, l’organizzazione ritiene necessario un ulteriore impegno. La preoccupazione, osserva Confagricoltura, era evidente a Strasburgo: una crisi così prolungata rischia di tradursi in un aumento dei fallimenti aziendali, con ricadute pesanti sull’intera società.
Una valutazione altrettanto critica arriva dalla CIA–Agricoltori Italiani, che considera il piano europeo tardivo e non proporzionato alla portata dell’emergenza. L’organizzazione ricorda come l’escalation dei costi dei fertilizzanti abbia raggiunto livelli senza precedenti: l’urea, in pochi mesi, è passata da meno di 500 euro a tonnellata a oltre 700, con punte di 800 euro in alcuni Stati membri. In Italia, nell’ultimo anno, l’aumento è stato dell’81%. A questo si aggiunge l’impatto del CBAM, che secondo le stime del Copa‑Cogeca comporterà un costo diretto di 820 milioni di euro già nel 2026, destinato a salire fino a 3,4 miliardi nel 2034. Per la CIA, gli agricoltori europei “sono con le spalle al muro” e non possono più attendere. Da qui la richiesta di un sostegno diretto immediato, della sospensione del CBAM, della rimozione temporanea di dazi e misure antidumping e di una maggiore trasparenza sui prezzi per contrastare le speculazioni. L’organizzazione insiste inoltre sulla necessità di una strategia europea che rafforzi l’autonomia produttiva, acceleri la produzione interna di fertilizzanti, renda più flessibile la direttiva nitrati e sblocchi l’utilizzo di digestato e letame oggi frenato dalla burocrazia.
In questo quadro già complesso, si inserisce anche la posizione di Coldiretti, che ha espresso forte preoccupazione per l’impatto della crisi dei fertilizzanti sulla competitività delle imprese agricole italiane ed europee. L’organizzazione sottolinea come l’aumento dei costi stia erodendo i margini delle aziende e compromettendo la capacità produttiva di intere filiere. Coldiretti richiama l’attenzione sulla necessità di garantire la sicurezza degli approvvigionamenti, ridurre la dipendenza dall’estero e rafforzare la produzione interna, considerata un elemento strategico per la sovranità alimentare dell’Unione. Anche per Coldiretti, il CBAM rappresenta un ulteriore fattore di aggravio in una fase già critica, e la sua applicazione ai fertilizzanti rischia di penalizzare ulteriormente gli agricoltori europei. L’organizzazione chiede quindi un intervento urgente e coordinato, capace di affrontare non solo l’emergenza dei prezzi, ma anche le distorsioni di mercato e le speculazioni che stanno contribuendo all’instabilità del settore.