(AGENPARL) - Roma, 19 Maggio 2026 - Quanto accaduto a Raffaele Nevi è il segno di una giustizia malata, in cui ritardi e inefficienze si scaricano sul cittadino. Quando le accuse mediaticamente propalate non reggono e non si ha il coraggio di ammetterlo tutto viene rallentato fino all'inerzia. Tutto l'opposto del frenetico inizio dell'indagine a favore di telecamere, in cui la presunzione di innocenza è ripetutamente calpestata.
Prima indagato, poi imputato in una vicenda durata 12 anni nella quale non si è celebrata neanche un'udienza, Raffaele Nevi ha reagito con grande dignità e serenità, pur segnato da una profonda sofferenza interiore.
Invece chi ha lanciato accuse infondate proseguira' serenamente la propria carriera.
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