
(AGENPARL) - Roma, 17 Maggio 2026 - Lo scontro diplomatico sullo Stretto di Hormuz infiamma nuovamente il Consiglio di Sicurezza ONU. La Russia ha confermato la propria ferma opposizione alla risoluzione presentata da Stati Uniti e Bahrain. Mikhail Ulyanov, rappresentante russo a Vienna, si è allineato ufficialmente alla posizione espressa dalla Cina.
Mosca e Pechino unite contro Washington In un messaggio sui social, Ulyanov ha spiegato che Mosca condivide i dubbi di Pechino. Secondo l’ambasciatore cinese, infatti, il contenuto e la tempistica della risoluzione non sono adeguati. Di conseguenza, l’approvazione del testo risulterebbe inutile per la stabilità della regione.
I punti critici della bozza USA La proposta americana chiede all’Iran di fermare gli attacchi e il posizionamento di mine nello Stretto. Tuttavia, Russia e Cina considerano il documento troppo parziale. Già lo scorso mese, le due potenze avevano usato il diritto di veto su una misura simile. Secondo i diplomatici, infatti, il testo ignora le reali cause della crisi.
Il contesto della crisi marittima Attualmente, la tensione nello Stretto di Hormuz è ai massimi storici. Teheran rivendica il controllo delle acque come risposta alle operazioni militari americane. Nonostante il cessate il fuoco dell’8 aprile, la situazione rimane molto instabile. L’Iran sostiene che la crisi sia il risultato diretto della pressione esercitata dagli Stati Uniti.
Uno stallo diplomatico totale Senza il consenso di Mosca e Pechino, ogni iniziativa di Washington sembra destinata al fallimento. Questo stallo conferma la trasformazione di Hormuz nel principale teatro di scontro globale. Certamente, il futuro della sicurezza marittima dipenderà dall’equilibrio tra questi grandi blocchi contrapposti.
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