(AGENPARL) - Roma, 16 Maggio 2026 - Nel 78° anniversario della Nakba, il Ministero degli Esteri iraniano rilascia una dichiarazione durissima che trasforma la ricorrenza storica in un atto d’accusa contro le potenze occidentali. Secondo Teheran, l’instabilità permanente dell’Asia occidentale è la “diretta conseguenza” della nascita dello Stato di Israele, definito come una “falsa entità sionista”.
L’accusa ai sostenitori occidentali
Il documento non risparmia nessuno: Stati Uniti, Gran Bretagna, Germania e Canada vengono citati come complici morali e materiali. L’Iran accusa apertamente Washington di esercitare “pressioni illegali” sui tribunali internazionali per impedire che i leader israeliani siano perseguiti per crimini di guerra e crimini contro l’umanità.
Resistenza e sovranità
Ribadendo il sostegno totale alla “resistenza legittima”, l’Iran ha confermato la sua posizione per la creazione di uno Stato palestinese unificato con Gerusalemme Santa (Quds) come capitale, rifiutando categoricamente ogni piano di spostamento forzato della popolazione da Gaza e dalla Cisgiordania. Una linea di fermezza che chiude ogni spazio di mediazione diplomatica immediata.