(AGENPARL) - Roma, 13 Maggio 2026 - Una battaglia che va oltre i confini della geopolitica per trasformarsi in uno scontro di civiltà e valori. Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, ha affidato a un lungo intervento su X una durissima requisitoria contro gli Stati Uniti e Israele, definendo il conflitto in corso come la scelta decisiva tra “la barbarie e la dignità umana”.
Una guerra di aggressione “mentre si trattava”
Baqaei ha ribadito la genesi del conflitto, sottolineando come l’aggressione sia scattata il 28 febbraio 2026, proprio mentre Teheran e Washington erano impegnate in complessi negoziati diplomatici. Un attacco iniziato, secondo la ricostruzione iraniana, con l’assassinio della Guida Suprema Ayatollah Seyyed Ali Khamenei e il tragico bombardamento di una scuola a Minab, dove persero la vita decine di bambini.
L’accusa: “Uccidono per sport”
Le parole del portavoce non lasciano spazio a mediazioni:
- Violazione del diritto internazionale: Baqaei accusa i nemici di colpire sistematicamente obiettivi civili per testare nuove armi.
- Morale contro barbarie: Il conflitto è descritto come il test finale per la sopravvivenza dei diritti umani e dello stato di diritto.
- Appello globale: Il portavoce ha esortato “ogni essere umano perbene” a schierarsi dalla parte giusta della storia, denunciando quella che definisce una politica di “dominio e sottomissione”.
La risposta di Teheran
Rivendicando la legittimità della difesa iraniana, Baqaei ha ricordato le 100 ondate di rappresaglia condotte dalle forze armate di Teheran durante i 40 giorni di guerra, operazioni mirate esclusivamente contro obiettivi militari in risposta alle perdite civili subite. Per il portavoce, l’Iran sta difendendo la propria patria facendo affidamento “esclusivamente sulla propria forza e determinazione”.
https://en.irna.ir/news/86153085/US-Israeli-war-on-Iran-marks-defining-battle-between-good-and
