(AGENPARL) - Roma, 7 Maggio 2026 - La crisi mediorientale si articola lungo l’asse tra lo Stretto di Hormuz e il confine libanese. Secondo gli ultimi aggiornamenti di Al Jazeera, la posizione di Teheran resta vincolata alla rimozione delle restrizioni marittime, condizionando di fatto l’andamento dei colloqui di Islamabad.
La posizione iraniana all’ONU
La missione permanente dell’Iran presso le Nazioni Unite ha formalmente respinto la bozza di risoluzione statunitense. In una nota ufficiale, il governo iraniano definisce “pretestuosa” la richiesta di Washington sulla libertà di navigazione, evidenziando la contraddizione rispetto al blocco navale attuato dagli Stati Uniti a partire dal 13 aprile. Secondo Teheran, tale misura militare è l’ostacolo principale alla stabilità regionale, Libano incluso.
Il fronte libanese e la mediazione pakistana
I dispacci internazionali indicano che l’Iran ha presentato a Islamabad un piano in più fasi tramite la mediazione pakistana. La condizione posta da Teheran riguarda la fine immediata dell’assedio marittimo. Le agenzie sottolineano come la crisi in Libano sia speculare a quella di Hormuz: la diplomazia iraniana rifiuta di discutere dossier secondari, compresi i nuovi vincoli nucleari proposti dal Segretario di Stato Marco Rubio, senza una de-escalation del blocco.
Le dichiarazioni di Trump
Donald Trump ha riferito di “grandi progressi” nei colloqui, pur mantenendo tre gruppi d’attacco di portaerei in assetto operativo nella regione. La strategia della “massima pressione” continua a influenzare direttamente la situazione in Libano, dove la tensione rimane alta in attesa di sviluppi concreti dal tavolo negoziale pakistano.