(AGENPARL) - Roma, 6 Maggio 2026 -
Roma, 6 maggio 2026. "Sul futuro dell'ex Ilva il ministro Urso è scomparso dai radar. Anche la scadenza del 30 aprile sulla procedura di vendita è passata nel silenzio totale del Governo, senza trasparenza, senza spiegazioni e soprattutto senza alcuna tutela concreta per lavoratori, imprese dell'indotto e territorio. Nel frattempo, il Governo ha stanziato l'ennesimo prestito pubblico da circa 150 milioni di euro, destinato con ogni probabilità a non essere restituito, esattamente come avvenuto con i precedenti interventi tampone. Mentre il Governo continua a rincorrere annunci e propaganda, a Taranto si consuma una crisi industriale e sociale devastante, mortale. Lavoratori abbandonati senza futuro e imprese dell'indotto allo stremo: aziende senza liquidità, pagamenti bloccati, commesse ferme, esposizioni bancarie sempre più gravi e imprenditori costretti a operare in una condizione di totale incertezza. Sono oramai tante le imprese che chiudono e centinaia di lavoratori dell'indotto mandati a casa, nel totale disinteresse dell'esecutivo. È gravissimo che il Governo Meloni non abbia ancora chiarito cosa stia realmente accadendo sulla vendita dell'ex Ilva, quali siano i soggetti coinvolti, quali garanzie finanziarie e industriali esistano e quale futuro venga prospettato a Taranto. Dopo quasi quattro anni di promesse, slogan, inaugurazioni e conferenze stampa, non esiste ancora uno straccio di piano industriale, una strategia credibile o una soluzione concreta, così come non esiste alcuna certezza occupazionale. Oramai, dopo i diversi miliardi sprecati e quasi 4 anni di governo, anche la politica dello scarica barile non funziona più. La verità è che il Governo ha trasformato l'ex Ilva in un bancomat di Stato, alimentato con sussidi pubblici mascherati da prestiti irredimibili, mentre lavoratori, imprese dell'indotto e cittadini continuano a pagare sulla propria pelle le conseguenze di un fallimento politico e industriale evidente. Taranto non può continuare a vivere sospesa tra rinvii, commissariamenti, decreti tampone e trattative opache gestite nelle stanze del potere solo per tirare a campare. Urso venga immediatamente in Parlamento a riferire al Paese. È arrivato il momento della verità. Il Governo deve spiegare perché è saltata la scadenza del 30 aprile, quali siano le reali condizioni della vendita e quali garanzie intenda offrire a un territorio che da anni paga gli errori della politica industriale nazionale." Lo dichiara il Vicepresidente del Movimento 5 Stelle, senatore Mario Turco, componente della Commissione parlamentare d'inchiesta sulle banche.