(AGENPARL) - Roma, 6 Maggio 2026 - La diplomazia di Donald Trump arriva al momento della verità. Secondo quanto riportato da fonti vicine alla Casa Bianca citate da Axios, il Presidente americano avrebbe inviato una risposta formale a Teheran riguardo alla cornice del nuovo accordo (war-deal framework). Il messaggio è un ultimatum senza precedenti: l’Iran ha pochi giorni per accettare i termini proposti, o gli Stati Uniti passeranno a una fase di pressione militare massima.
La strategia del “prendere o lasciare”
Trump punta a chiudere quello che definisce “il più grande accordo della storia”, ma la sua risposta non lascia spazio a negoziazioni infinite. Il framework proposto dagli USA includerebbe restrizioni severe non solo sul programma nucleare, ma anche sul ruolo delle milizie regionali (come Hezbollah in Libano), un punto che si incastra perfettamente con l’attacco israeliano di poche ore fa a Beirut.
Teheran al bivio
La risposta di Trump arriva proprio mentre a Teheran il fronte interno è spaccato tra l’ala pragmatica di Zarif e quella intransigente di Ghalibaf. Secondo le fonti di Axios, Washington non accetterà emendamenti significativi al piano originale dei 14 punti. “La finestra per la diplomazia si sta chiudendo”, avrebbe av
https://www.axios.com/2026/05/06/trump-iran-war-deal-framework-response
ULTIM’ORA – Trump: “Ottimista su accordo con l’Iran, colloqui positivi”
WASHINGTON – Cambio di clima improvviso nelle comunicazioni della Casa Bianca. Dopo le tensioni delle ultime ore, il Presidente Donald Trump ha espresso un forte ottimismo riguardo a una risoluzione imminente con Teheran.
• Il Memorandum: Washington ha confermato di aver sottoposto all’Iran un memorandum d’intesa (MOU) di una sola pagina. Il documento punta a cessare le ostilità e a definire il quadro per i futuri negoziati sul nucleare.
• Le parole di Trump: Il Presidente ha dichiarato che gli Stati Uniti hanno avuto “ottimi colloqui nelle ultime 24 ore”, dicendosi fiducioso che la firma possa arrivare già nei prossimi giorni.
La palla passa ora a Teheran, da cui si attende una risposta definitiva al “framework” proposto dagli USA.
