(AGENPARL) - Roma, 6 Maggio 2026 - Il governo israeliano non è stato colto alla sprovvista dalle recenti dichiarazioni del presidente Donald Trump su un possibile accordo imminente con Teheran. Fonti governative hanno confermato all’agenzia TASS che il Primo Ministro Benjamin Netanyahu e il team della Casa Bianca sono in “comunicazione costante e quotidiana” proprio per coordinare le mosse sul dossier nucleare.
Le “linee rosse” di Netanyahu
Nonostante l’ottimismo di Washington — che punta a chiudere un’intesa entro metà maggio, prima della missione di Trump in Cina — Israele mantiene una posizione di estrema cautela. Dalle conversazioni dirette tra i due leader, emerge che la condizione imprescindibile (“red line”) per Tel Aviv resta la rimozione fisica dei materiali nucleari dal territorio iraniano.
IDF in stato di allerta
Mentre la diplomazia accelera, il messaggio che arriva da Tel Aviv è anche di natura militare. Il Primo Ministro ha infatti già istruito le Forze di Difesa Israeliane (IDF) affinché siano preparate a ogni scenario. In assenza di garanzie granitiche sul memorandum, Israele si dice pronta a una ripresa immediata delle ostilità per neutralizzare la minaccia iraniana.
Il contrasto con le indiscrezioni Reuters
La nota diffusa tramite TASS smentisce indirettamente quanto riportato in precedenza da Reuters, secondo cui i vertici israeliani sarebbero stati tenuti all’oscuro dei progressi di Trump. Al contrario, Israele rivendica il ruolo di attore primario nel processo negoziale, monitorando che i famosi 14 punti del memorandum non vengano annacquati.
https://tass.com/world/2127449
