(AGENPARL) - Roma, 29 Aprile 2026 - PONTE STRETTO, DAMANTE (M5S): GAME OVER, NON SI FARA' PER INCAPACITA' DI CHI LO HA PROPOSTO
ROMA, 28 APR. – "Il ponte sullo Stretto doveva essere l'eccellenza alla voce "infrastrutture" dell'agenda di Meloni e Salvini. Se fosse stato da motivazioni solide e studi tecnici incontrovertibili ne avremmo anche potuto discutere. In realtà, si è tramutato negli anni nel simbolo della propaganda di Salvini. Quel Salvini che nel 2016 diceva che non avrebbe mai speso miliardi per un ponte quando in Sicilia ancora mancano le ferrovie e quelle che ci sono hanno il binario unico. Sul ponte si sono costruite carriere di manager e politici, ma ci si è sempre fermati agli annunci. Con Salvini è andata proprio così: era partito con "cantieri aperti entro il 2024", ma nulla. Poi "via ai lavori entro il 2025", e ancora nulla. Ora voleva partire entro la primavera 2026, ma siamo già a primavera. E' il ponte che esiste e non esiste. Esiste nelle contraddizioni di Salvini, ma non nei calcoli strutturali e nei progetti. Intanto abbiamo tolto 1,3 miliardi alla Sicilia, 300 milioni alla Calabria, 2,5 miliardi ai fondi di Sviluppo e Coesione. Pochi giorni fa se ne è andato il presidente della società Stretto di Messina Spa, Recchi. Questo perché – ci hanno fatto credere – non serve un ingegnere ma un profilo più giuridico. Cioè un avvocato. La verità è che ha mollato la nave prima dell'affondo. Perché ormai quest'opera è uno stato mentale, oltreché un potenziale disastro legale. Game over: il ponte non si farà per l'incompetenza di chi lo ha proposto". Così la vicecapogruppo M5s al Senato Ketty Damante a seguito del suo intervento in discussione generale sul dl Commissari.