(AGENPARL) - Roma, 29 Aprile 2026 - Sale la tensione nel Mar Cinese Orientale. La Cina ha respinto con durezza le contestazioni del Giappone riguardo alle proprie attività di sviluppo energetico, definendo le operazioni di trivellazione e costruzione di infrastrutture come “pienamente legittime e condotte all’interno delle proprie acque giurisdizionali”.
La disputa sulla “Linea Mediana”
Al centro dello scontro c’è la delimitazione della Zona Economica Esclusiva. Mentre il Giappone spinge per una “linea mediana” unilaterale, Pechino rivendica i propri diritti basandosi sul principio del prolungamento naturale della piattaforma continentale. Secondo la Cina, Tokyo starebbe distorcendo i fatti e il diritto internazionale (UNCLOS) per “frenare i legittimi diritti marittimi cinesi e sequestrare le risorse della regione”.
Accuse di Militarizzazione
Pechino accusa inoltre il governo giapponese di utilizzare queste dispute per distogliere l’attenzione internazionale dalla propria “pericolosa inclinazione alla militarizzazione” e dalla rimozione dei vincoli sulla vendita di armi. L’aumento delle attività navali e aeree ravvicinate nella zona starebbe aumentando drasticamente il rischio di errori di calcolo e scontri accidentali.
Fermezza e Dialogo
Nonostante la disponibilità dichiarata a gestire le differenze attraverso il dialogo diplomatico, la posizione cinese resta inflessibile sulla sovranità: “La Cina non provoca problemi, ma non li teme”. Pechino invita il Giappone a cessare le interferenze basate su “doppi standard” per evitare di compromettere ulteriormente le relazioni bilaterali e la stabilità regionale.
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