(AGENPARL) - Roma, 27 Aprile 2026 - Nota di Betti (PD) sul Terzo Settore
(Acs) Perugia, 27 aprile 2026 – “Ho inviato nei giorni scorsi una
lettera al Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo
Giorgetti, per sollecitare un intervento urgente sulle criticità
derivanti dall’applicazione dell’articolo 79 del Codice del Terzo
Settore”. È quanto dichiara il capogruppo del Partito Democratico
in Assemblea legislativa dell’Umbria, Cristian Betti.
“L’iniziativa – spiega Betti – fa seguito all’approvazione in
Aula, lo scorso 15 aprile, di una mia mozione, sostenuta dalla
maggioranza, con l’obiettivo di portare all’attenzione del Governo
una situazione che sta già producendo effetti concreti e preoccupanti
sul territorio. Le modifiche normative introdotte, infatti, stanno
mettendo in seria difficoltà il mondo dell’associazionismo. Sempre
più realtà rinunciano a organizzare eventi e manifestazioni, mentre
molte attività di volontariato vedono compromessa la propria
sostenibilità economica. Particolarmente a rischio risultano le sagre
e le manifestazioni popolari che, in Umbria come nel resto del Paese,
rappresentano non solo momenti ricreativi ma anche presìdi culturali,
identitari ed economici fondamentali per le comunità locali. Già a
partire dalla prossima stagione estiva si rischia una drastica
riduzione di queste iniziative, con ricadute dirette sulla vita
sociale e sulle economie dei territori, soprattutto nelle aree interne
e nei piccoli comuni”.
“Al centro della questione – prosegue Betti – vi è una
disciplina fiscale che, se applicata rigidamente, rischia di
assimilare attività a forte valore sociale a logiche d’impresa,
generando effetti distorsivi e non coerenti con la natura degli enti
del Terzo Settore. Nella lettera, chiedo al Ministro l’attivazione
immediata di un tavolo tecnico nazionale sull’articolo 79,
sottolineando la necessità di un confronto concreto e tempestivo con
le Regioni, le rappresentanze del Terzo Settore e le realtà
territoriali coinvolte. Viene inoltre sollecitata la valutazione di
correttivi normativi in grado di evitare applicazioni penalizzanti e
di garantire certezza agli operatori”.
“Su questo tema – conclude Betti – si misura la capacità delle
istituzioni di sostenere un patrimonio fondamentale fatto di
volontariato, comunità e identità locali. Senza un intervento
rapido, il rischio è una progressiva desertificazione sociale dei
territori. Per questo ho richiesto la disponibilità del Ministro o di
un suo delegato per un incontro istituzionale, anche in
videoconferenza, al fine di approfondire nel merito le criticità
evidenziate e individuare soluzioni condivise”.