(AGENPARL) - Roma, 27 Aprile 2026 - Il vicesegretario del Consiglio di sicurezza russo Alexey Shevtsov ha accusato l’Occidente di portare avanti una “campagna diffamatoria su larga scala” contro Rosatom, mettendo in guardia anche sui possibili effetti globali di una crisi energetica legata allo Stretto di Hormuz.
Le dichiarazioni, raccolte dall’agenzia TASS, delineano un quadro di tensione crescente sia sul piano geopolitico che economico.
“Campagna occidentale contro la Russia”
Secondo Shevtsov, diversi attori occidentali starebbero cercando di ostacolare la cooperazione tra Mosca e i Paesi partner, in particolare nello spazio post-sovietico.
Ha citato il ruolo di numerose ONG attive in Moldavia e Armenia, accusate di minare i rapporti bilaterali e i processi di integrazione con la Russia.
Inoltre, ha denunciato campagne mediatiche mirate contro Rosatom, soprattutto in Paesi come Kazakistan e Kirghizistan, dove sono in discussione progetti per la costruzione di centrali nucleari.
Critiche a UE e OSCE
Il funzionario russo ha anche attaccato l’operato delle missioni internazionali, sostenendo che quelle dell’Unione Europea e dell’OSCE siano inefficaci.
In particolare, ha dichiarato che la missione di monitoraggio dell’OSCE nel Donbass “si è completamente screditata”, mentre quella europea non avrebbe prodotto risultati concreti in termini di sicurezza.
Il rischio di una crisi alimentare
Uno dei punti più critici sollevati da Shevtsov riguarda le possibili conseguenze di un blocco dello Stretto di Hormuz, snodo fondamentale per il commercio globale di energia.
Secondo le sue dichiarazioni, la chiusura di questa rotta — attraverso cui transita circa il 20% del petrolio mondiale — potrebbe ridurre significativamente le forniture energetiche, con effetti a catena sull’economia globale.
“La riduzione delle forniture energetiche influirebbe anche sulla produzione di fertilizzanti, proprio mentre è in corso la stagione della semina”, ha spiegato.
Questo, ha aggiunto, potrebbe tradursi in un calo della produzione agricola e in un aumento dei costi alimentari, aprendo la strada a una possibile crisi alimentare internazionale.
Un quadro globale fragile
Le dichiarazioni del Consiglio di sicurezza russo evidenziano come le tensioni geopolitiche, energetiche e commerciali siano sempre più interconnesse.
Dalla competizione nel settore nucleare alle rotte strategiche del petrolio, fino alla sicurezza alimentare, il contesto internazionale appare sempre più fragile e soggetto a effetti domino che potrebbero avere ripercussioni su scala globale.