(AGENPARL) - Roma, 26 Aprile 2026 - Mentre il blocco navale USA stringe la morsa su Hormuz, Teheran gioca la carta della diplomazia europea. La telefonata Araghchi-Barrot cerca di trasformare la Francia nell’avvocato della “causa iraniana” in Occidente.
Non è un caso che Abbas Araghchi abbia scelto Islamabad per alzare la cornetta e chiamare Jean-Noel Barrot. Mentre il Direttore del CENTCOM osserva i movimenti delle portaerei, il Ministro degli Esteri iraniano cerca di aprire una falla nel fronte occidentale, puntando sull’Eliseo.
La “furbata” è evidente: vendere alla Francia l’idea che esista una via d’uscita diplomatica mediata dal Pakistan, proprio mentre Washington chiede la “resa nucleare”. Araghchi sa che Parigi non ama i blocchi navali unilaterali che destabilizzano il mercato energetico e cerca di solleticare l’orgoglio di una Francia che vuole ancora contare come “terza via”.
Ma dietro i sorrisi diplomatici e gli auspici di pace, la realtà resta cinica: Teheran sta cercando di guadagnare tempo, usando le consultazioni con l’Europa come uno scudo politico contro i missili di Trump. Resta da vedere se Parigi avrà la forza (o la voglia) di sfidare la linea dura della Casa Bianca o se questa telefonata resterà l’ultimo capitolo di una lunga, inutile melina.
https://en.irna.ir/news/86138096/Iranian-French-FMs-discuss-post-ceasefire-developments-over
