(AGENPARL) - Roma, 26 Aprile 2026 - “Misiani prova a ribaltare la realtà, ma i numeri sono più testardi della propaganda. Il governo Meloni ha ereditato nel 2022 un rapporto deficit/Pil all’8,1% e lo ha portato al 3,1%, con una riduzione di cinque punti in tre anni. È un risultato che molti ritenevano irraggiungibile e che dimostra la serietà con cui l’esecutivo sta gestendo i conti pubblici in una fase internazionale difficilissima”.
Lo dichiara Ylenja Lucaselli, vice responsabile dipartimento nazionale economia FdI.
“Se oggi l’Italia manca per un solo decimale l’uscita anticipata dalla procedura europea per disavanzo eccessivo, è anche perché sulle casse dello Stato continua a pesare il Superbonus, misura voluta e difesa dalla stagione Conte-Pd-M5S. Misiani confonde la data della notifica con la responsabilità politica della spesa. Il governo Meloni non ha inventato il 110%, non ha inventato la cessione dei crediti e non ha creato un meccanismo senza tetto che ha fatto esplodere i costi. Ha dovuto gestire l’atterraggio di una misura fuori controllo, mentre Giorgetti ha ricordato che il vecchio Superbonus pesa ancora per 40 miliardi nel 2026 e avrà una coda da 20 miliardi nel 2027”.
“Parlare di austerità è altrettanto falso. Questo governo ha difeso il potere d’acquisto, reso strutturale il taglio del cuneo fiscale, sostenuto lavoro e famiglie, senza scaricare nuovo debito sulle prossime generazioni. La strategia è chiara: responsabilità di bilancio, crescita, protezione dei redditi medio-bassi e una battaglia in Europa per regole più flessibili davanti a guerra, energia e instabilità internazionale”.
“Chi ha sostenuto il Superbonus senza coperture adeguate oggi dovrebbe avere il pudore di non dare lezioni. La vera navigazione a vista è stata quella di chi ha firmato una cambiale miliardaria e ora finge di non riconoscerla. Il governo Meloni, al contrario, sta rimettendo ordine nei conti e difendendo l’interesse nazionale”, conclude Lucaselli.