(AGENPARL) - Roma, 26 Aprile 2026 - La comunità internazionale si è rapidamente mobilitata dopo la sparatoria avvenuta durante la cena dei corrispondenti della Casa Bianca, che ha costretto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump a essere portato in salvo. Fortunatamente, il capo della Casa Bianca, la First Lady e gli altri presenti sono rimasti illesi, ma l’episodio ha suscitato forte preoccupazione a livello globale.
Tra i primi a reagire è stato il Primo Ministro britannico Keir Starmer, che ha dichiarato di essere “scioccato” per quanto accaduto a Washington, esprimendo sollievo per la sicurezza del presidente e degli ospiti.
Anche la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha sottolineato di essere sollevata per l’esito dell’incidente, ribadendo che “la violenza non ha posto in politica”.
Sulla stessa linea il presidente francese Emmanuel Macron, che ha definito “inaccettabile” l’attacco armato, ricordando che la violenza non può trovare spazio nelle democrazie.
Nonostante divergenze politiche con Washington, anche il Primo Ministro spagnolo Pedro Sánchez ha condannato l’accaduto, affermando che “la violenza non è mai la via” e che il progresso umano passa attraverso democrazia e pace.
Dall’Asia sono arrivati messaggi di sostegno da parte del Primo Ministro indiano Narendra Modi, che ha espresso sollievo per la sicurezza del presidente, e dal Primo Ministro pakistano Shehbaz Sharif, che si è detto profondamente scioccato.
Anche il Primo Ministro australiano Anthony Albanese ha lodato la prontezza dei Servizi Segreti e delle forze dell’ordine per aver gestito rapidamente la situazione.
Il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha parlato apertamente di “tentato assassinio”, esprimendo solidarietà a Trump e rendendo omaggio all’operato delle forze di sicurezza statunitensi.
Dalla Corea del Sud, il presidente Lee Jae-myung ha definito l’episodio “profondamente scioccante”, sottolineando come sia particolarmente grave che sia avvenuto durante un evento dedicato alla libertà di stampa.
Nel complesso, le reazioni internazionali convergono su un punto chiave: la condanna netta della violenza politica e il sostegno alle istituzioni democratiche.
L’incidente di Washington riporta al centro del dibattito globale il tema della sicurezza dei leader politici e la necessità di proteggere gli spazi democratici, soprattutto in contesti simbolici come eventi dedicati alla libertà di stampa.