(AGENPARL) - Roma, 25 Aprile 2026 - Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato l’annullamento del viaggio a Islamabad di una delegazione americana incaricata di avviare nuovi colloqui con l’Iran, citando divisioni interne alla leadership di Teheran e inefficienze logistiche.
La missione avrebbe coinvolto l’inviato speciale Steve Witkoff e il consigliere Jared Kushner, con l’obiettivo di proseguire il dialogo diplomatico con funzionari iraniani nella capitale del Pakistan.
In un messaggio pubblicato su Truth Social, Trump ha giustificato la decisione parlando di “tempo sprecato” e denunciando una presunta instabilità interna in Iran: “C’è una lotta intestina e confusione nella loro leadership. Nessuno sa chi sia al comando”, ha scritto.
Nonostante la cancellazione, Trump ha precisato che la decisione non implica necessariamente una ripresa del conflitto, lasciando aperta la porta a futuri negoziati. La Casa Bianca aveva precedentemente indicato che il viaggio mirava a rafforzare i contatti dopo segnali di apertura da parte dell’Iran verso un dialogo diretto.
Secondo fonti ufficiali, anche il vicepresidente JD Vance era stato allertato per partecipare alla missione, a testimonianza dell’importanza attribuita ai colloqui.
Alla base dello stop vi sarebbero anche le divergenze all’interno della leadership iraniana, con tensioni tra fazioni moderate e più intransigenti sulla strategia negoziale. Tuttavia, da Teheran arrivano segnali ufficiali di unità, ribaditi dal presidente Masoud Pezeshkian e dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi.
Nel frattempo, Islamabad continua a svolgere un ruolo chiave come mediatore regionale. Durante gli incontri recenti, il premier pakistano Shehbaz Sharif e i vertici militari hanno sottolineato l’importanza della diplomazia per evitare un’escalation.
La decisione arriva mentre Washington ha esteso il cessate il fuoco con l’Iran senza una scadenza precisa, segnalando una fase di stallo ma anche di cauta apertura.
L’annullamento del viaggio evidenzia le difficoltà nel riavviare un dialogo stabile in un contesto segnato da tensioni geopolitiche, divisioni interne e interessi regionali divergenti.
