(AGENPARL) - Roma, 25 Aprile 2026 - Nuove tensioni nel sud del Libano, dove le forze israeliane hanno proseguito le operazioni militari demolendo diversi edifici nella città di Bint Jbeil. Secondo quanto riportato da Al Jazeera, le esplosioni si sono verificate sabato mattina, segnando un’ulteriore escalation nonostante il cessate il fuoco in vigore.
Gli attacchi si inseriscono in un contesto già fragile: la tregua tra Israele e il Libano, iniziata il 16 aprile e recentemente prorogata, continua a essere violata da operazioni militari sul terreno.
L’esercito israeliano ha dichiarato di aver ucciso sei combattenti di Hezbollah durante uno scontro a fuoco nella stessa area. Parallelamente, il Ministero della Salute libanese ha riferito che due persone sono morte in un raid aereo nella località di Touline.
Ulteriori bombardamenti hanno colpito la città di Yater, causando diversi feriti, mentre le autorità israeliane hanno emesso un ordine di evacuazione per Deir Aames, segnale di un possibile ampliamento delle operazioni.
Le forze israeliane restano dispiegate nel Libano meridionale, dove hanno stabilito una zona di sicurezza definita “linea gialla”, simile alle misure adottate nella Striscia di Gaza. Questa presenza continua ad alimentare le tensioni con Hezbollah e con il governo di Beirut.
Secondo i dati ufficiali libanesi, dall’inizio dell’attuale fase di ostilità il 2 marzo, il bilancio ha raggiunto almeno 2.491 morti e 7.719 feriti. Numeri che evidenziano la gravità della crisi e l’impatto crescente sulla popolazione civile.
Le ultime operazioni militari mettono in discussione la tenuta del cessate il fuoco e aumentano il rischio di una nuova escalation regionale. La comunità internazionale osserva con crescente preoccupazione una situazione che potrebbe rapidamente degenerare in un conflitto più ampio.