(AGENPARL) - Roma, 25 Aprile 2026 - Si riaccende la tensione commerciale tra Stati Uniti e Regno Unito, con il presidente Donald Trump che ha lanciato un duro avvertimento a Londra sulla controversa tassa sui servizi digitali. Durante un intervento nello Studio Ovale, Trump ha minacciato l’introduzione di “dazi elevati” contro il Regno Unito se il governo britannico non abolirà l’imposta che colpisce i giganti tecnologici americani.
“Farebbero meglio a stare attenti”, ha dichiarato Trump, accusando Londra di voler “fare soldi facili” sfruttando aziende statunitensi come Amazon, Google, Meta ed eBay. Secondo il presidente, se la tassa non verrà rimossa, Washington risponderà con misure commerciali equivalenti o superiori.
La digital tax britannica, introdotta per colpire le grandi piattaforme online, prevede un’aliquota del 2% sui ricavi generati nel Paese da attività come social media, motori di ricerca e marketplace digitali. Nel 2025, questa imposta ha garantito circa 800 milioni di sterline alle casse pubbliche britanniche.
Il governo guidato dal primo ministro Keir Starmer difende la misura sostenendo che le multinazionali del digitale realizzano profitti significativi nel Regno Unito senza contribuire adeguatamente al sistema fiscale locale.
Le dichiarazioni di Trump si inseriscono in un contesto più ampio di raffreddamento nei rapporti tra Washington e Londra. Nonostante il tradizionale legame tra i due Paesi, il presidente americano ha recentemente criticato l’operato del governo britannico, invitandolo a intervenire su temi come energia e immigrazione per recuperare consenso interno.
La questione della tassazione digitale, tuttavia, resta uno dei principali punti di frizione. Gli Stati Uniti si oppongono da tempo a queste imposte nazionali, ritenendole discriminatorie nei confronti delle aziende americane, che dominano il settore tecnologico globale.
Diversi Paesi hanno adottato misure simili, mentre l’OCSE sta lavorando a una riforma globale della tassazione delle multinazionali digitali. Il Regno Unito ha già dichiarato di essere disposto ad abolire la propria digital tax, ma solo dopo l’entrata in vigore di un sistema internazionale condiviso.
Nel frattempo, il rischio di una nuova escalation commerciale resta concreto. Se Washington dovesse davvero imporre dazi, il contenzioso potrebbe avere ripercussioni significative sugli scambi transatlantici e sull’equilibrio economico tra due storici alleati.
