(AGENPARL) - Roma, 25 Aprile 2026 - La diplomazia dei sorrisi a Islamabad potrebbe essere solo una cortina fumogena. È questa l’accusa neanche troppo velata che rimbalza dai corridoi della sicurezza di Gerusalemme. Secondo il Times of Israel, mentre il Vicepresidente Aref parla di ricostruzione e Araghchi tesse tele diplomatiche in Pakistan, sul campo la realtà è ben diversa: i “Proxy” iraniani sono in movimento.
L’intelligence israeliana ha intercettato manovre tattiche di Hezbollah lungo la Linea Blu, interpretandole come un chiaro segnale di sfida. “Non ci faremo cullare dai racconti di pace mentre i razzi vengono riposizionati”, trapela da fonti vicine all’IDF.
Per Agenparl, il quadro è chiaro: siamo davanti a una partita a scacchi mortale dove ogni mossa diplomatica ha il suo riflesso speculare in trincea. La resilienza civile celebrata da Teheran si scontra frontalmente con il pragmatismo bellico di Israele, che non ha alcuna intenzione di abbassare la guardia davanti a quella che definisce una “minaccia asimmetrica permanente”.
