(AGENPARL) - Roma, 24 Aprile 2026 - Crescono le tensioni all’interno dell’Alleanza Atlantica, con gli Stati Uniti che starebbero valutando misure nei confronti di alcuni partner europei ritenuti poco collaborativi sul dossier iraniano. Secondo quanto riportato da Reuters, funzionari del Pentagono avrebbero discusso la possibilità di adottare azioni simboliche e politiche, tra cui la sospensione dell’adesione della Spagna alla NATO.
L’ipotesi emergerebbe da un promemoria interno circolato tra funzionari di alto livello, che esprime frustrazione per la mancata disponibilità di alcuni alleati a sostenere le operazioni statunitensi contro l’Iran, in particolare per quanto riguarda la concessione di diritti di accesso, basi e sorvolo (ABO).
Secondo la fonte citata, l’obiettivo delle misure sarebbe quello di inviare un segnale chiaro agli alleati europei, considerati da alcuni ambienti statunitensi eccessivamente riluttanti a condividere il peso delle operazioni militari.
Tra le opzioni discusse figura la sospensione della Spagna, ritenuta una delle voci più critiche nei confronti della linea americana sul conflitto con l’Iran. Tuttavia, lo stesso promemoria riconoscerebbe che una simile misura avrebbe un impatto operativo limitato, ma un forte valore simbolico.
Resta inoltre incerto se un meccanismo formale per sospendere un Paese membro esista effettivamente all’interno dell’Alleanza Atlantica.
Oltre alla questione spagnola, il documento menzionerebbe anche una possibile revisione della posizione degli Stati Uniti sulle Isole Falkland (Malvinas), attualmente riconosciute come territorio sotto amministrazione del Regno Unito ma rivendicate dall’Argentina.
Un eventuale cambio di linea diplomatica rappresenterebbe un segnale politico significativo nei confronti degli alleati europei, inserendosi in un contesto più ampio di ridefinizione degli equilibri transatlantici.
Tra le altre ipotesi discusse vi sarebbe anche la rimozione di rappresentanti dei Paesi considerati “difficili” da posizioni chiave all’interno della NATO.
Le tensioni riflettono le divergenze emerse tra Washington e alcuni partner europei sulla gestione del conflitto con l’Iran. Negli ultimi mesi, gli Stati Uniti hanno intensificato le richieste di supporto operativo agli alleati, incontrando però resistenze in diverse capitali europee.
Il dibattito interno al Pentagono si inserisce inoltre in una linea politica più ampia già evocata dal presidente americano Donald Trump, che in passato aveva ventilato l’ipotesi di un ridimensionamento del ruolo degli Stati Uniti nella NATO.
Interpellato sulla questione, un portavoce del Pentagono ha dichiarato che il Dipartimento della Difesa intende fornire al presidente “opzioni credibili per garantire che gli alleati facciano la loro parte”, senza però entrare nel merito delle discussioni interne.
Al momento non vi sono decisioni ufficiali, ma il solo emergere di queste ipotesi evidenzia un clima di crescente frizione all’interno dell’Alleanza, che potrebbe avere ripercussioni sugli equilibri strategici tra Stati Uniti ed Europa nei prossimi mesi.