(AGENPARL) - Roma, 24 Aprile 2026 - La danza sportiva italiana è al centro di uno scandalo che intreccia indagini penali, crisi istituzionale e interrogativi sulla tenuta dell’intero sistema sportivo. La presidente della Fidesm, Laura Lunetta, si è autosospesa dopo essere stata coinvolta in un’inchiesta della Procura della Repubblica di Roma.
L’indagine, coordinata dal pm Stefano Opilio, ipotizza il reato di frode sportiva (legge 401/1989) in concorso (art. 110 c.p.).
Secondo gli inquirenti:
- sarebbero stati alterati i risultati delle competizioni,
- sarebbe stata influenzata la designazione degli arbitri,
- sarebbe stato manipolato il software “TOPTurnier”.
Nel mirino i campionati assoluti di Riccione (19–22 febbraio 2026), considerati centrali nell’indagine.
Le perquisizioni hanno riguardato abitazioni e uffici federali, coinvolgendo anche:
- Ferruccio Galvagno,
- Piercarlo Pilani,
- Ottavio Capelli.
Una scelta che, secondo fonti interne:
Dopo una “pausa di riflessione” di 2-3 giorni, annunciata dal presidente del CONI Luciano Buonfiglio, Laura Lunetta ha deciso di autosospendersi.
- mira a tutelare la federazione,
- punta a evitare il commissariamento,
- lascia aperta la possibilità di dimissioni definitive.
Lunetta è una figura centrale dello sport italiano:
- ex danzatrice, biologa, docente e giudice,
- presidente Fidesm dal 2022, rieletta nel 2024,
- unica donna alla guida di una federazione sportiva italiana,
- referente per le pari opportunità del CONI,
- membro di numerosi organismi sportivi.
Sotto la sua guida, la danza sportiva ha conosciuto una crescita significativa, anche grazie alla visibilità mediatica e ai progetti finanziati con fondi pubblici.
Al centro dell’inchiesta anche Ferruccio Galvagno, ex presidente federale, già radiato e poi riammesso.
Secondo gli investigatori, avrebbe mantenuto un ruolo influente nella federazione.
La Fidesm arriva a questa crisi dopo anni segnati da:
- commissariamenti,
- tensioni interne,
- polemiche sulla gestione delle gare e dei giudici.
Il sistema sportivo italiano è regolato da norme precise. Il Codice di Comportamento Sportivo del CONI impone:
- lealtà e correttezza,
- divieto di alterare i risultati,
- imparzialità e trasparenza
La Corte di Cassazione ha stabilito che la frode sportiva sussiste anche senza vantaggi economici diretti, mentre l’ANAC richiama le federazioni alla gestione trasparente dei fondi pubblici.
L’autosospensione non chiude la crisi, ma apre un passaggio decisivo.
Il CONI può intervenire con misure straordinarie, incluso il commissariamento, in presenza di:
- gravi irregolarità,
- perdita di credibilità,
- violazione dei principi fondamentali dello sport.
Ferma restando la presunzione di innocenza degli indagati fino a sentenza definitiva, appare sempre più evidente che il CONI debba valutare un intervento:
- per garantire trasparenza,
- per tutelare atleti e famiglie,
- per salvaguardare l’immagine dello sport.
La portata della vicenda, che coinvolge fondi pubblici e un’intera federazione sportiva nazionale, rende necessario anche un intervento istituzionale.
Il Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi è chiamato a:
- vigilare sul rispetto dei principi di legalità,
- coordinarsi con il CONI,
- valutare eventuali iniziative normative o ispettive.
Non si tratta di interferire con l’indagine penale, ma di garantire:
- correttezza amministrativa,
- trasparenza,
- tutela dell’interesse pubblico.
La vicenda si inserisce in un contesto già attenzionato dalla politica, con l’atto parlamentare n. 4-04551, che ha evidenziato criticità su:
- dichiarazioni discriminatorie,
- governance federale,
- gestione delle competizioni.
Il Ministro Abodi ha già richiamato l’importanza del sistema “Safeguarding” e della prevenzione degli abusi nello sport.
Quella della Fidesm non è solo una vicenda giudiziaria.
È una crisi che riguarda:
- governance sportiva,
- controlli,
- gestione delle risorse pubbliche,
- credibilità delle competizioni.
L’autosospensione di Lunetta rappresenta un primo segnale, ma non risolve il problema.
Ora la responsabilità passa alle istituzioni.
Il CONI e il Governo devono dimostrare di saper intervenire con tempestività ed equilibrio, nel rispetto della presunzione di innocenza ma con la necessaria fermezza.
Perché la credibilità dello sport italiano si misura proprio nei momenti di crisi.